Gruppo di persone all'evento Assocaseari per l'80° anniversario. Celebrazione casearia italiana. IMG_0092.jpg

I primi 80 anni di Assocaseari

L’associazione nazionale del commercio dei prodotti lattiero caseari celebra 80 anni e si conferma come punto di riferimento di un comparto in decisa ascesa
Gruppo di persone all'evento Assocaseari per l'80° anniversario. Celebrazione casearia italiana. IMG_0092.jpg

“L’export di formaggi italiani è quasi raddoppiato negli ultimi dieci anni, superando 650 mila tonnellate e 5 miliardi di euro nel 2024. Risultati davvero importanti, ottenuti grazie a qualità dei prodotti, ampiezza di gamma, forza commerciale e dinamismo delle aziende”. Così Gianni Brazzale, Presidente Assocaseari, ha celebrato l’ottimo andamento del comparto in una cornice perfetta: l’evento dedicato agli 80 anni dell’Associazione, a Rezzato (BS) lo scorso novembre.

PIATTAFORMA I SERVIZI

Fondata nel 1945, l’Associazione Nazionale dei Produttori, Commercianti, Stagionatori, Confezionatori, Importatori ed Esportatori di prodotti lattiero-caseari è il punto di riferimento per le imprese del settore, in costante dialogo con istituzioni italiane ed estere. Offre attività di rappresentanza, servizi di consulenza tecnica e normativa e supporto all’export, oltre a un sistema informativo sempre aggiornato sul mercato internazionale. Aderisce a Confcommercio, in particolare con il coordinamento agroalimentare Conf e collabora con l’associazione europea Eucolait, la Federazione Internazionale del Latte e la International Dairy Federation, contribuendo alla definizione di standard di qualità e sicurezza alimentare.
“Il ruolo di Assocaseari si è trasformato nel tempo – ha sottolineato Brazzale – evolvendo da associazione di categoria a piattaforma di servizi. Oggi siamo un punto di appoggio per le aziende, le aiutiamo a gestire i cambiamenti e a trasformarli in opportunità”. 

LE SFIDE DA AFFRONTARE

“Le priorità per il prossimo decennio sono legate a sostenibilità, digitalizzazione, competitività globale e formazione – ha puntualizzato il Presidente –. La sostenibilità va affrontata in tutte le sue dimensioni, ambientale, economica e sociale: è necessario migliorare le competenze, per esempio su carbon footprint, risorse rinnovabili, packaging, e gli strumenti operativi che servono a misurare e comunicare i propri impatti. La digitalizzazione riguarda la gestione documentale, la tracciabilità, la raccolta e l’analisi dei dati, i flussi export. Per rafforzare la competitività globale bisogna presidiare i mercati più importanti e molto impegno è richiesto sulla formazione, per dotare le aziende di competenze adeguate”. In più, “Nel contesto attuale le sfide principali restano la volatilità dei costi, l’instabilità geopolitica, i nuovi concorrenti, il cambiamento dei gusti e le possibili barriere tariffarie”.

L’IMPORTANZA DEL MADE IN ITALY

A proposito di sfide, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, nel messaggio di saluti per gli 80 anni dell’Associazione ha sottolineato come le barriere tariffarie non spaventino: “Siamo convinti che chi consuma e apprezza le nostre produzioni continuerà a farlo, anche perché il nostro Paese dispone della più potente ‘rete vendita’ possibile: quella della ristorazione italiana nel mondo. Ci danneggia invece copia il nostro made in Italy, ‘derubandoci’ di quel patrimonio che abbiamo costruito per generazioni, cioè chi commercializza prodotti contraffatti e imita i nostri marchi. Il nostro impegno a livello istituzionale è volto proprio a contrastare questo fenomeno e il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio dell’Unesco, ormai alle porte, ci verrà in aiuto”. 

IL MERCATO IN EUROPA E NEL MONDO

Durante la giornata di celebrazioni si sono susseguiti numerosi interventi, puntuali e di respiro internazionale. Piercristiano Brazzale, Presidente onorario International Dairy Federation (IDF), ha analizzato i mercati globali e ha affrontato il tema dello sviluppo del settore nei prossimi anni, con un focus su sostenibilità e nutrizione. Jukka Likitalo, Segretario generale Eucolait – European Association of Dairy Trade, ha inquadrato il ruolo del commercio europeo del latte nel contesto attuale di politiche agricole e accordi internazionali. Christophe Lafougère, Managing director e dairy director Gira Food (società di consulenza strategica e ricerca di mercato sul settore alimentare, basata in Francia) ha fornito una lettura dei principali trend che stanno ridisegnando il mercato mondiale del settore.

ECCELLENZA DA RACCONTARE

La giornata si è conclusa con la tavola rotonda dedicata al futuro del comparto, dove hanno portato la loro testimonianza Donatella Prampolini, vicepresidente Confcommercio Imprese per l’Italia, Laura Ferrari, presidente Ferrari Giovanni Industria Casearia, Riccardo Deserti, direttore generale Consorzio Tutela Parmigiano Reggiano, Renato Zaghini, presidente Consorzio Tutela Grana Padano, Antonio Auricchio, Consorzio Tutela del Gorgonzola, Giovanni Guarneri, presidente Consorzio Tutela Provolone Valpadana.

Riccardo Deserti ha sottolineato che “le Dop hanno la responsabilità di portare il made in Italy nel mondo. I Consorzi di tutela investono sul marchio, contribuendo a dargli valore”. Laura Ferrari ha specificato che “bisogna esaltare la differenziazione delle Dop, per evitare di banalizzare il prodotto, soprattutto all’estero. La marca dell’azienda va evidenziata, per dare identità al formaggio”.

Lo storytelling in questo processo ha un ruolo chiave. “Uno dei problemi più pressanti che il settore affronta in questo momento è la mancanza di manodopera specializzata, che sappia non solo vendere ma anche raccontare. In Italia e ancora di più all’estero”.

“I nostri prodotti sono apprezzati in tutto il mondo – ha concluso Antonio Auricchiovanno comunicati nel modo giusto, anche con pubblicità ad hoc, in ogni Paese”.

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