Dopo oltre 25 anni di negoziati, l’Unione Europea si avvia alla firma definitiva dell’accordo commerciale con il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia), che darà vita alla più grande area di libero scambio al mondo, con oltre 700 milioni di consumatori. La maggioranza qualificata degli Stati membri ha dato il via libera alla ratifica: contrarie Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda, mentre il Belgio si è astenuto. La firma formale è attesa il 17 gennaio in Paraguay, con successiva approvazione da parte del Parlamento Europeo.
LE CIFRE CHIAVE DELL’ACCORDO CON IL MERCOSUR
L’intesa prevede l’eliminazione dei dazi sul 91% delle esportazioni UE verso il Mercosur e sul 92% di quelle sudamericane verso l’Europa. Per l’agroalimentare europeo, Bruxelles stima un aumento dell’export del 50%, grazie all’abbattimento di dazi che oggi arrivano fino al 55% su alcuni prodotti. I risparmi complessivi per le imprese Ue sono valutati in oltre 4 miliardi di dollari l’anno.
Tra i prodotti europei favoriti rientrano vino, alcolici, cioccolato e trasformati alimentari; dal Mercosur arriveranno soprattutto carni bovine e avicole e zucchero, con accesso però regolato.
SALVAGUARDIE E “FRENO DI EMERGENZA”
Elemento decisivo per il sì dell’Italia è stato il rafforzamento delle clausole di salvaguardia a tutela delle filiere sensibili. La Commissione Europea potrà intervenire aprendo indagini rapide se le importazioni cresceranno oltre il +5% in volume o se i prezzi all’import scenderanno del 5% (soglia ridotta rispetto all’8% iniziale). In caso di rischio serio per il mercato Ue, Bruxelles potrà sospendere temporaneamente i benefici tariffari.
Sono inoltre previsti limiti quantitativi alle importazioni agevolate per prodotti sensibili come carne bovina, suina e pollame, oltre a riso, miele, uova, aglio, etanolo e zucchero.
RECORD DI TUTELA PER IL MADE IN EUROPE
L’accordo stabilisce il divieto di imitazione per oltre 340 Indicazioni Geografiche europee, il numero più alto mai protetto in un trattato UE. Ben 57 sono italiane, dai grandi formaggi Dop (Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Mozzarella di Bufala Campana) ai salumi (Prosciutto di Parma e San Daniele), fino ai vini simbolo come Prosecco, Chianti, Barolo, Brunello di Montalcino, Franciacorta, e al Pomodoro San Marzano.
IMPATTO PER L’ITALIA
Secondo la Commissione, quasi un milione di posti di lavoro italiani dipende dalle esportazioni verso il Mercosur. Oltre 8.000 imprese esportano già nell’area e l’export italiano di servizi vale 1,9 miliardi di euro l’anno.
LE REAZIONI DELLE FILIERE
Assica parla di “opportunità enormi” per un mercato di sbocco strategico, sottolineando l’importanza di cornici normative stabili e misure sanitarie non discriminatorie.
Anche Federvini accoglie con favore il via libera del Coreper, evidenziando che le clausole approvate garantiscono tutele rafforzate, soglie d’allerta e monitoraggio costante, elementi chiave per la crescita delle filiere di vini e spiriti nel mercato sudamericano.
