Illustrazione IDM-GDO: carrello spesa pieno di alimentari trainato da due figure. Luna di miele nel settore food?

La domenica in Gdo: chi apre, chi chiude

Mentre il dibattito sulle chiusure domenicali divide il settore, l’analisi di Food Insights fotografa format, orari e differenze tra nord e sud della grande distribuzione
Illustrazione IDM-GDO: carrello spesa pieno di alimentari trainato da due figure. Luna di miele nel settore food?

A cura di Andrea Torelli e Food Insights

Aperti o chiusi, questo è il dilemma. Quello delle chiusure domenicali è un tema che ciclicamente ritorna all’interno del panorama retail. Un punto di discussione che si intreccia con retaggi storico-culturali, con il mondo sindacale e che, in realtà, cela dietro di sé almeno un’altra questione di pari interesse: la redditività e lo stato di salute della Gdo tricolore, sul quale, peraltro, si sta interrogando anche la recente indagine conoscitiva dell’Autorità Antitrust

Recentemente, a far tornare d’attualità il tema sono state le dichiarazioni di Ernesto Dalle Rive, Presidente Ancc-Coop, che ha proposto di ridurre le aperture settimanali da sette a sei giorni, chiudendo appunto i supermercati la domenica. Per Dalle Rive non si tratterebbe di una scelta ideologica, ma di una proposta per contenere i costi del lavoro (maggiorazioni festive) in un contesto di margini fragili: secondo le stime Coop, infatti, il sistema Gdo potrebbe risparmiare tra i 2,3 e i 2,6 miliardi di euro. Una proposta che non va imposta, ma che dovrebbe aprire un confronto tra imprese e parti sociali sull’attuale modello di liberalizzazione degli orari. La tesi è stata caldeggiata da Filcams-Cgil e accolta con interesse anche da Uil e Cisl. Di parere opposto le associazioni di categoria, a partire da Federdistribuzione, che per voce del Presidente Carlo Buttarelli, raggiunto da Food, rimarca: “Siamo contrari a riaprire il tema delle chiusure domenicali, perché limiterebbe la libertà di scelta delle imprese e inciderebbe negativamente su consumi già fragili. La libertà di apertura risponde a un cambiamento reale dei modelli di consumo ed è parte integrante del servizio ai clienti, che chiedono flessibilità, continuità e accessibilità. Oggi l’apertura è una facoltà da parte delle imprese: chi vuole chiudere può farlo, senza imporre vincoli a un sistema che si è ormai strutturato. Un intervento rigido avrebbe ricadute molto pesanti anche sull’occupazione, soprattutto nel non alimentare. E non va sottovalutato il possibile impatto sull’e-commerce, che rischierebbe di essere favorito ulteriormente a scapito dei negozi fisici”.

La fotografia di Food Insights

Mentre il dibattito prosegue, resta aperta la domanda: come operano realmente i punti vendita la domenica? Per dare risposte concrete, Food ha analizzato un campione nazionale di punti vendita suddiviso per format e regione. I risultati, presentati in esclusiva e consultabili sulla nuova piattaforma Food Insights, restituiscono un’istantanea dello stato dell’arte del settore. Il campione di rilevazione comprende i format iper, superstore, supermercati e discount, per un panel che supera gli 11.600 negozi. Sono state considerate le diciture aperto 24 ore (sempre aperto), aperto mattino (chiude entro le 14:00), aperto spezzato (con pausa pranzo, ma aperto mattino e pomeriggio) e aperto continuato (aperto senza pausa pranzo, chiusura dopo le 14:00).

Discount continuato

In totale, l’85% degli store resta aperto la domenica, mentre solo il 14,91% sceglie di chiudere. L’orario continuato domina la scena (43,31% dei casi), soprattutto tra i discount (23,07%), a indicare che la maggior parte delle insegne di questo format punta a coprire l’intera giornata. I supermercati, invece, prevalgono negli orari mattutini e nelle chiusure totali (12,23% dei casi), segnalando una maggiore selettività nelle aperture domenicali.

Tabella Gdo: aperture domenicali per format (supermercati, discount, iper). Dati e statistiche.
Fonte: Osservatorio Food Insights su un panel di 11.658 negozi (su un totale di 15.380 – dato Circana Maggio 2025). Rilevazione di gennaio 2026 – format inclusi nell’analisi: Iper, Superstore, Super e Discount

Aperture a due velocità, da nord a sud

Prendendo in considerazione la suddivisione geografica attraverso le Aree NIQ, l’Area 1 spicca per numero di punti vendita aperti di domenica (oltre 2.700 in totale), mentre è in Area 2 che si registra il numero più altro di chiusure (532 pdv). Entrando ancora più nel dettaglio, si nota una netta prevalenza per l’utilizzo dell’orario continuato, che per tutte e 4 le Aree NIQ conta almeno le 1.000 unità: dalle 1.547 in Area 1 alle 1.075 in Area 4.

Grafico Gdo: aperture domenicali per area NIQ. Dati su orari (continuato, mattino, spezzato) e chiusure. Confronto aree.
Fonte: Osservatorio Food Insights su un panel di 11.658 negozi (su un totale di 15.380 – dato Circana Maggio 2025). Rilevazione di gennaio 2026 – format inclusi nell’analisi: Iper, Superstore, Super e Discount

Tra le regioni, è la Lombardia che, in valori assoluti, annovera più negozi aperti di domenica (1.589), seguita da Lazio (1.026) e Veneto (868). In percentuale, tuttavia, è la Liguria a registrare il tasso più elevato di aperture domenicali (92,95% per 409 pdv). Le chiusure sono più diffuse nel Centro-sud e in alcune regioni del Nord come Trentino-Alto Adige, evidenziando una differenza chiara tra quantità assoluta e incidenza relativa. Il Veneto, in valori assoluti, con 276 store, guida la classifica delle ‘unità a riposo’, mentre prendendo in considerazione i valori percentuali si va dal 17,67% della Toscana al 35,79% della Basilicata, passando per Puglia (19,83%), Sardegna (21,65%), Calabria (21%).

Gdo: aperture domenicali per regione. Grafico a barre su negozi aperti/chiusi.
Fonte: Osservatorio Food Insights su un panel di 11.658 negozi (su un totale di 15.380 – dato Circana Maggio 2025). Rilevazione di gennaio 2026 – format inclusi nell’analisi: Iper, Superstore, Super e Discount

I numeri che abbiamo presentato sono solo la punta dell’iceberg: esplorando menu e tabelle a disposizione, è possibile navigare tra le principali insegne e le diverse tipologie di orario, per comprendere lo status quo delle aperture domenicali:

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