Stato del largo consumo in Italia: webinar con dati e analisi di mercato. Settore food e retail.

Lo stato del largo consumo in Italia

Dal webinar State of the Nation, promosso da Gruppo Food, emerge come il nuovo orientamento del consumatore, tra scelte consapevoli e fedeltà da riconquistare
Stato del largo consumo in Italia: webinar con dati e analisi di mercato. Settore food e retail.

In un mercato segnato da tensioni geopolitiche, incertezza economica e potere d’acquisto sotto pressione, il webinar State of the Nation – promosso da Gruppo Food in partnership con NIQ e svoltosi il 19 febbraio – ha offerto una fotografia aggiornata del largo consumo in Italia.

Ad aprire il confronto l’analisi di Chiara Binfarè (NIQ), seguita dagli interventi di Albino Russo (Ancc-Coop) e Sebastiano Grandi (Università Cattolica del Sacro Cuore): tre prospettive diverse per interpretare l’evoluzione di un consumatore sempre più definito “intenzionale”.

Un consumatore più selettivo

Dopo anni complessi emergono segnali di maggiore stabilità, l’inflazione rallenta e la fiducia accenna a risalire, ma non si torna alla leggerezza. L’acquirente italiano appare più lucido e ponderato: concentra la spesa sulle priorità, riorganizza il carrello e sceglie con maggiore attenzione dove investire. Alcune aree del mercato mostrano dinamiche più vivaci, soprattutto quelle legate a benessere, qualità e valore percepito.

Come ha evidenziato Chiara Binfarè (NIQ), “Oggi il consumatore italiano non compra per caso ma sceglie: sceglie ciò che davvero conta, ciò che dà valore, ciò che migliora la sua vita”. Cambia anche il significato di convenienza, ovvero, non più solo prezzo basso, ma anche un bilanciamento tra costo, qualità e coerenza con i propri valori.

Marca e distribuzione: equilibri che cambiano

Il webinar ha poi dedicato ampio spazio al rapporto tra industria di marca e marca del distributore. La private label consolida il proprio ruolo e amplia la proposta, ma la competizione non si gioca soltanto sui numeri.

Dal lato brand emerge una riflessione sul posizionamento in un contesto sempre più polarizzato, dove la fascia centrale tende a ridursi mentre cresce la necessità di rafforzare identità e capacità innovativa. Come ha osservato Albino Russo (Ancc-Coop), “Il consumatore italiano è probabilmente il più esperto al mondo: è un cliente molto difficile, estremamente selettivo nelle proprie scelte“. In questo scenario non vince chi sconta di più, ma chi riesce a costruire valore in modo credibile e duraturo.

Fedeltà e nuove dinamiche

In un contesto in cui le alternative si moltiplicano e il confronto è costante, la fedeltà non è più automatica poichè il consumatore è più incline al cambiamento e meno disposto a restare fedele se non percepisce un vantaggio concreto.

Secondo Sebastiano Grandi (Università Cattolica del Sacro Cuore), “Un conto sono le vendite, altro conto sono le relazioni di fiducia che le marche riescono a costruire con le persone“. Anche la leva promozionale, per anni centrale nelle strategie commerciali, mostra segnali di affaticamento: gli sconti generano risultati nel breve termine, ma rischiano di incentivare logiche di acquisto puramente tattiche e di indebolire il legame con marca e insegna. 

Per il 2026 le prospettive restano improntate a una crescita prudente; sarà sempre più decisiva la capacità di leggere con precisione una domanda via via più esigente e in evoluzione.

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