Tonno in scatola con pomodorini e pane. Snack con tonno sott'olio.

Tonno in scatola: la sfida del valore in un mercato che cambia pelle

Tra rincari delle materie prime e una nuova sensibilità 'zero sprechi', il tonno si conferma il re indiscusso delle dispense italiane, con il segmento 'al naturale' che traina la crescita salutistica
Tonno in scatola con pomodorini e pane. Snack con tonno sott'olio.

Il mercato delle conserve ittiche (tonno e sgombro) chiude l’anno terminante a maggio 2025 con un bilancio che riflette perfettamente le complessità dell’attuale scenario macroeconomico. Se da un lato i volumi commercializzati segnano un calo di 3,6 milioni di kg (-3% rispetto all’anno precedente), dall’altro il giro d’affari complessivo mette a segno un incremento dell’1,3%, attestandosi alla quota record di 1,6 miliardi di euro. Questa divergenza è figlia di una tempesta perfetta: l’aumento dei costi di tonno, olio e packaging ha spinto il prezzo medio a scaffale del +4,5% (€/kg), obbligando i consumatori a una maggiore selettività, ma senza intaccare la centralità del prodotto nelle abitudini domestiche. “Il tonno in scatola è presente nel 96% delle famiglie italiane e viene consumato regolarmente da oltre il 60% della popolazione. Non è solo una questione di praticità: il 39,4% dei connazionali lo sceglie oggi come alternativa nobile al pesce fresco o alla carne”, evidenzia l’indagine AstraRicerche 2025 per ANCIT.

Vola il naturale, crollano i ricettati

Analizzando le performance interne, emerge una netta polarizzazione della domanda. Il tonno, che copre oltre il 90% del mercato, vede nel segmento “al naturale” il suo vero campione di crescita (+4,1% a valore). Questo trend è particolarmente vivace nei supermercati (+6,6%) e riflette una ricerca di benessere che premia prodotti con meno grassi e un profilo nutrizionale più “pulito”. Al polo opposto, assistiamo a un tracollo dei tonni ricettati e con contorno, che segnano un pesante -17,5% a valore. Secondo i produttori, questo fenomeno è dovuto a una doppia morsa: da un lato l’attenzione al risparmio (essendo prodotti a maggior valore aggiunto), dall’altro la forte sovrapposizione con l’offerta ready-to-eat del banco refrigerato, che sta erodendo quote alle conserve stabili.

Sostenibilità e lotta allo spreco: i nuovi driver

Un elemento distintivo emerso nell’ultimo anno è il ruolo del tonno come alleato contro lo spreco alimentare. Grazie a una shelf-life lunghissima e alla facilità di dosaggio, il tonno “non si butta mai”. Questo aspetto, unito alla totale riciclabilità degli imballaggi in acciaio e alluminio, sta diventando un fattore di scelta determinante. Il consumatore del 2026 non guarda solo al prezzo, ma alla responsabilità del brand: cresce l’attenzione verso le certificazioni MSC e Friend of the Sea, e si afferma l’abitudine di riutilizzare l’olio della lattina (ricco di Omega-3 e Vitamina D) come condimento, trasformando un potenziale scarto in una risorsa nutrizionale.

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