Ritratto di Zucchi, politica italiana, sorridente. Indossa giacca blu e occhiali.

L’intervista del mese – Oleificio Zucchi allarga canali e confini 

Con un fatturato di 338 milioni di euro e il passaggio a Società Benefit, l'azienda cremonese punta sulla cultura del prodotto e sull'export. L’AD Alessia Zucchi traccia la rotta per il 2026 
Ritratto di Zucchi, politica italiana, sorridente. Indossa giacca blu e occhiali.

Forte di 215 anni di storia, Oleificio Zucchi è in prima linea per  ridefinire le regole di un mercato maturo e spesso compresso dalle dinamiche del prezzo a scaffale. In un 2025 caratterizzato da forti turbolenze geopolitiche e volatilità dei costi, l’azienda di Cremona ha scelto la strada della trasparenza e dell’impegno sociale, diventando ufficialmente Società Benefit. Alessia Zucchi, Presidente e AD, commenta a Food le performance del gruppo, le strategie per l’export e l’importanza strategica della formazione, cuore del progetto Evo Masterclass, presentato recentemente al MIMIT. 

Il 2025 è stato un anno complesso per lo scenario globale. Come si è chiuso l’esercizio per Oleificio Zucchi? 

Il 2025 è stato un anno decisamente “pesante”, a causa delle dinamiche geopolitiche e della volatilità dei costi, che ci hanno costretto a mantenere la barra dritta sui fondamentali. Nonostante la riduzione del valore della materia prima, abbiamo chiuso con un fatturato di 338 milioni di euro. Sono particolarmente soddisfatta della crescita a volume, pari al 4%, segno che la nostra strategia di multicanalità ha funzionato. Oggi il nostro business è diviso tra un 43% di sfuso (B2B industriale) e un 57% di confezionato. All’interno del confezionato, il 60% è destinato al retail e il 40% al fuori casa. 

I costi energetici, acuiti dal conflitto in Medio Oriente, preoccupano molto tutto il settore industriale. Qual è la sua visione e quali soluzioni auspica per tutelare la competitività del Made in Italy? 

Quello dell’energia è un tema primario, oserei dire vitale, che oggi mette seriamente in discussione la competitività delle imprese. Nel biennio 2021/2022, in Italia abbiamo registrato un aumento dei costi energetici del 75%, calcolando l’insieme di gas ed elettricità, mentre la media dell’Eurozona si è fermata a un incremento del 38%, con una graduale diminuzione negli anni successivi. L’attuale instabilità sta riportando in primo piano il tema e avremo degli effetti. Il costo energetico non riguarda solo il mondo produttivo, ma ricade pesantemente sulle famiglie. L’unica strada percorribile è un cambiamento strutturale che garantisca stabilità e parità di condizioni, come la creazione di un mercato comune dell’energia a livello europeo e dobbiamo arrivarci con estrema rapidità.  

Oleificio Zucchi ha un legame storico con la Gdo. Come gestite la convivenza tra marca aziendale e MDD? 

Crediamo che non siano in conflitto, ma creino sinergie. Con alcuni distributori, abbiamo festeggiato recentemente oltre 40 anni di collaborazione continuativa. La marca del distributore pesa per il 40% sul nostro confezionato. La nostra R&D non è solo dedicata al brand Zucchi, ma è finalizzata a creare valore per i partner della Gdo e dell’industria agroalimentare, offrendo un servizio di valore, che non si limita alla mera fornitura, ma, grazie alla nostra expertise, ci permette di creare nuovi spazi di collaborazione. 

Sul fronte dell’innovazione, quali sono i prodotti di punta per il 2026? 

All’interno delle nostre strategie multicanale per il retail, continuiamo a investire su Zucchi Fritto Libero!, un prodotto che risolve un problema concreto — l’odore di fritto in casa — e che, dopo tre anni, continua a crescere e a ricevere recensioni eccellenti. Inoltre, abbiamo lanciato la nuova bottiglia personalizzata per la gamma dell’olio Evo. Per il 2025, e per il canale OOH, abbiamo presentato anche la linea Zucchi Professional, dedicata specificamente al fuori casa. 

Quali sono i nuovi obiettivi sui mercati internazionali? 

L’export pesa circa il 40% del confezionato e vogliamo continuare a crescere. Con l’ingresso nel 2026 di un nuovo Direttore commerciale export, Michel Pistorio, proveniente dal mondo del vino e pertanto alleato alla concorrenza globale, puntiamo con decisione sul Nord America, in particolare in USA, nostro primo mercato estero, Canada, Messico e sull’Estremo Oriente, in particolare Giappone, Indonesia e Corea del Sud. Per supportare questa strategia, abbiamo ottenuto le certificazioni ISO 14047 (Water Footprint) e ISO 14064 (Carbon Footprint) e stiamo migrando verso lo standard internazionale ISCC Plus, fondamentale per comunicare la sostenibilità all’estero. 

A proposito di sostenibilità, nel 2025 siete diventati Società Benefit. Cosa significa concretamente? 

È stato lo sbocco naturale di un percorso iniziato 30 anni fa con i nostri primi bilanci di sostenibilità. Come Società Benefit, monitoriamo KPI rigorosi su tre ambiti: personale, comunità e ambiente. Abbiamo ottenuto la certificazione per la parità di genere (PDR 125) nel 2025 e sosteniamo attivamente la comunità: la nuova collaborazione con PizzAut ne è una dimostrazione, un progetto che mette al centro la dignità del lavoro e l’inclusione per persone autistiche. 

Leggi l’intervista completa ad Alessia Zucchi sull’ultimo numero di Food ↓

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