In uno scenario in cui competitività, sostenibilità economica ed efficienza operativa sono sempre più centrali, i costi logistici rappresentano una delle principali sfide per il settore del largo consumo. Trasporti, stoccaggi, attese, errori di consegna, gestione frammentata delle informazioni e scarsa integrazione operativa tra gli attori della filiera generano inefficienze capaci di incidere in modo significativo su margini, produttività e qualità del servizio. Per comprendere quanto pesino realmente queste criticità e quali siano le leve per ridurle, GS1 Italy in ambito ECR Italia, con il supporto delle aziende associate e la collaborazione di un gruppo di ricerca congiunto del Politecnico di Milano e della LIUC Università Cattaneo, ha condotto la ricerca “I costi nascosti della filiera del largo consumo” con l’obiettivo di analizzare e quantificare l’impatto economico delle inefficienze nella relazione tra produttori e Gdo.
Le inefficienze lungo la filiera
I risultati dello studio – elaborati attraverso l’analisi di 48 casi reali – sono stati presentati a Milano nel corso del convegno “Comprendere, misurare e ridurre i costi evitabili nella relazione tra gli attori del largo consumo”, durante il quale sono state messe in evidenza le principali inefficienze logistico-operative lungo la filiera, i principali nodi organizzativi che le generano, le differenze tra relazioni più e meno collaborative e le leve concrete per migliorare l’efficienza complessiva del sistema.
Il convegno è stata anche un’occasione di confronto su come rafforzare la collaborazione e costruire modelli più efficaci, grazie agli interventi degli esperti di GS1 Italy, Politecnico di Milano e LIUC Università Cattaneo e alle testimonianze di Despar Nord (Aspiag Service), Coop Italia, Coop Consorzio Nord Ovest, Gruppo Veronesi, Heineken Italia e Mondelēz Italia.
L’elevata incidenza degli extra-costi
“L’efficienza della filiera si costruisce attraverso digitalizzazione, collaborazione e misurazione condivisa delle performance: solo relazioni integrate, standard comuni e trasparenza dei dati permettono di ridurre le inefficienze, generare fiducia tra gli attori e creare valore sostenibile lungo l’intera filiera”, ha dichiarato Bruno Aceto, Ceo di GS1 Italy.
Nel largo consumo emergono differenze significative nel livello di collaborazione logistica: accanto a esperienze virtuose, persistono criticità operative che generano costi aggiuntivi e disservizi per produttori e Gdo. Ritardi, disallineamenti informativi, non conformità e pratiche non coordinate si traducono in extra-costi che riducono l’efficienza complessiva della filiera.
Nel comparto del fresco gli extra-costi rappresentano in media quasi il 15% dei costi logistici totali, mentre nel secco l’incidenza si avvicina al 20%, ma esistono casi in cui gli extra costi risultano più che doppi rispetto ai valori medi del campione analizzato. Un dato che dimostra quanto sia ancora ampio il margine di miglioramento per ridurre i costi logistici di relazione. L’analisi evidenzia come gli extra-costi nella filiera del largo consumo derivino soprattutto da inefficienze operative e disallineamenti tra produttori e Gdo.