Simone Piccolo, Founder e CEO di Vortex, parla del modello di economia circolare per le aziende del settore food.

Dallo scarto alla materia prima: il modello Vortex per le aziende del food 

La startup piemontese trasforma i sottoprodotti della lavorazione industriale in nuove materie prime. Un format che unisce sostenibilità ambientale, impatto sociale e scalabilità economica
Simone Piccolo, Founder e CEO di Vortex, parla del modello di economia circolare per le aziende del settore food.

Secondo i dati 2026 dell’Osservatorio Waste Watcher International, in Italia la filiera del cibo sprecato vale oltre 13,5 miliardi di euro, per più di 5 milioni di tonnellate di alimenti buttati ogni anno. Di questa cifra, circa 7,3 miliardi sono legati allo spreco domestico, mentre il resto si disperde tra produzione, trasformazione industriale e distribuzione. Proprio lì, dove bucce, semi, frutta con difetti estetici, scarti di lavorazioni vegetali diventano un costo di smaltimento, Vortex interviene per produrre nuove materie prime. 

Società Benefit che punta all’economia circolare  

Vortex è una Società Benefit piemontese nata come startup nel 2021 dall’incontro tra Simone Piccolo e l’imprenditore agricolo Lorenzo Picco, con l’idea di trasformare gli scarti dell’industria agroalimentare in nuove materie prime B2B. Produce farine ed estratti, sostenibili e con plus nutrizionali, da utilizzare in food e pet food, oltre che in cosmesi e nutraceutico. Alcune farine arrivano al  60% di fibra e al 17% di contenuto proteico.  

“Il cuore del modello è una tecnologia proprietaria: un processo di essiccazione trifasica – microonde, aria calda e sottovuoto – che stabilizza matrici altamente deperibili, blocca fermentazioni e attività microbiologica e preserva fibre, pigmenti, aromi e antiossidanti” spiega Simone Piccolo, Founder e Ceo dell’azienda. “Come risultato si ottengono ingredienti funzionali, standardizzati e tracciabili, che possono entrare in pane, pasta, creme, gelati vegetali e snack, oltre che nelle formulazioni per il pet food”.  

A settembre il primo impianto industriale a Cuneo 

Oggi Vortex lavora su quattro filiere principali: mele, mirtilli, pomodoro e carciofo. Dalle bucce di mela si ottiene una farina ricca in fibre ed estratti antiossidanti; dai sottoprodotti del succo di mirtillo, farina ed estratto con aroma e colore intensi; da bucce e semi di pomodoro, recuperati dalle industrie conserviere, ingredienti ad alto contenuto di licopene; dai rifili di carciofo, fibre, inulina (che ha effetto prebiotico) e cinarina (alleata del fegato).  

Settembre segnerà un passaggio chiave per Vortex, con l’apertura del primo impianto industriale a Cuneo, frutto di un investimento di circa 500 mila euro per linee di sminuzzatura, essiccazione e macinazione. Il passo successivo, a fine 2026, sarà l’apertura del capitale per un nuovo round di investimento da 3 milioni di euro, con l’obiettivo di raccogliere risorse per potenziare la capacità produttiva, sviluppare nuove filiere di recupero (carota, broccolo, zucca, agrumi, fungo Portobello) e replicare il modello su altre aree produttive.  

Vortex, che ha affidato il comparto R&D a Martina Diana e la gestione finanziaria a Benedetta Bellomo, si propone anche come partner tecnico per disegnare filiere di upcycling su misura.  “Mettiamo a disposizione delle aziende anche la nostra expertise in Ricerca & Sviluppo: studiamo tecnologie per sottoprodotti specifici non ancora valorizzati”, sottolinea Simone Piccolo. 

Le partnership più importanti

Vortex collabora con Andriani Società Benefit, azionista dell’azienda e partner per l’utilizzo di ingredienti circolari in progetti food e nella linea di pet food vegetale Proggy.

A Torino, la città dove Vortex è nata, le collaborazioni riguardano alimenti già sul mercato. Il panificio Teglia ha introdotto le farine Vortex in pane, grissini e altri lievitati: pOd, brand di gelato 100% vegetale di alta gamma, sfrutta il potere addensante delle fibre per dare texture e cremosità al prodotto, senza ricorrere a lecitina e altri additivi. 

 “La farina di buccette di pomodoro è ricca di proteine e fibre e offre un risultato organolettico interessante” evidenzia Enrico Murdocco, fondatore di Tellia. “Il processo di essiccazione amplifica la parte ‘caramellata’ del pomodoro. Il pane ha un gusto caldo e pieno, simile a quello del pomodoro secco”. Chiara Ferrari, ideatrice di pOd, spiega: “Le fibre ottenute da pomodoro, mela e carciofo donano al gelato un profilo aromatico particolare”. E allarga il campo: “Mi interessano gli aspetti sociali che derivano dall’innovazione alimentare sostenibile. Tra i vari progetti, collaboro con il Refettorio Modena della Fondazione Food for Soul di Massimo Bottura, sostenendo il food recovery: in questo caso, gelato preparato con cibo recuperato e servito a persone in difficoltà”.  

Sostenibilità sociale, scalabilità economica

La sostenibilità del modello Vortex vuole essere a 360 gradi. “Come Società Benefit siamo fortemente concentrati sugli aspetti etici e umani” dichiara Simone Piccolo.  “Tutta l’attività di packaging e preparazione degli ordini per i clienti viene affidata a Cooperative sociali, con cui collaboriamo da anni”. 

Da un punto di vista economico, lavorando flussi di scarti continui e localizzati, il modello può contenere i costi di approvvigionamento e uniformare i processi produttivi, creando nello stesso tempo marginalità lungo tutta la filiera. La possibilità di replicare il format vicino ai principali distretti agroalimentari apre alla scalabilità geografica, dall’Italia al resto d’Europa. Con spazio di crescita in volumi e margini e piena coerenza con gli obiettivi ESG.

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