Webinar Food 35 sull'evoluzione del primo piatto: strategie di mercato, benessere e time saving in collaborazione con NIQ.

L’evoluzione del primo piatto tra time saving, benessere e nuove strategie di reparto

Dal webinar promosso da Food in collaborazione con NielsenIQ emerge come il pilastro della tradizione italiana si stia trasformando sotto la spinta di stili di vita orientati alla praticità e alla personalizzazione dei consumi
Webinar Food 35 sull'evoluzione del primo piatto: strategie di mercato, benessere e time saving in collaborazione con NIQ.

In un contesto alimentare in costante evoluzione, il comparto del primo piatto in Italia continua a rappresentare un elemento centrale della tradizione, ma sta vivendo una fase di profonda trasformazione strutturale. Il webinar promosso da Food in collaborazione con NIQ ha offerto una panoramica dettagliata sulle nuove abitudini degli italiani, evidenziando come la struttura dei pasti si stia semplificando per adattarsi a ritmi quotidiani sempre più veloci. Ad aprire il confronto è stata l’analisi di Francesca Bastanzetti (NIQ), seguita dagli interventi di Barbara Pelliconi (Conad) e Roberto Erriu (Gruppo Sogegross), i quali hanno delineato le risposte e le strategie della grande distribuzione di fronte a una domanda profondamente cambiata. Come ha spiegato in apertura la moderatrice di Food, “quest’oggi parleremo del primo piatto, una categoria che continua a rappresentare uno dei pilastri della tradizione alimentare italiana, ma che oggi sta vivendo una fase di forte trasformazione, nonché di evoluzione. Le abitudini di consumo stanno cambiando, la struttura dei pasti, soprattutto del pranzo, si semplifica e si adatta a stili di vita sempre più orientati alla velocità, alla praticità e alla flessibilità”.

Meno tempo e più benessere: la fotografia di NIQ

I dati presentati da NIQ confermano che la semplificazione e il time saving sono ormai driver fondamentali nel comportamento d’acquisto. Rispetto al periodo pre-Covid, l’importanza del pranzo è diminuita del 14% e la formula del pasto completo registra un calo drastico del 24%, a favore del piatto unico o del primo come componente principale. Il tempo medio giornaliero dedicato alla preparazione dei pasti è sceso sotto i 50 minuti, spingendo la crescita a volume dei piatti pronti freschi e surgelati e dei sughi pronti, aumentati del 40% in cinque anni. Accanto alla praticità, emerge una forte richiesta di benessere personale, che si traduce in un’alimentazione sana, bilanciata e personalizzata. Sebbene il 25% degli italiani consumi pasta tutti i giorni (un dato comunque in calo del 10% rispetto al passato), si nota una crescita straordinaria dei prodotti senza glutine, aumentati del 35% a volume dal 2019.

Il mercato italiano del primo piatto nel canale retail muove oltre 5 miliardi di euro, ma mostra una leggera flessione complessiva causata dalla contrazione della pasta di semola standard, mentre crescono il riso, l’etnico (come i noodles) e i sughi pronti. Francesca Bastanzetti (NIQ) ha evidenziato la necessità di una gestione strategica dello scaffale, rilevando che in molti casi l’aumento dell’assortimento coincide con un calo delle rotazioni medie. Secondo l’esperta, “il primo piatto non sta perdendo di centralità, ma cambia ruolo. Da un rituale strutturato, diventa sempre più una soluzione flessibile, dove le parole chiave sono: tempo, benessere e praticità. Importante mettere il consumatore al centro, intercettare nuovi momenti di consumo e progettare delle soluzioni time saving, avendo ben chiaro come il valore di ciascuna categoria possa essere indirizzato a target diversi in funzione dei bisogni specifici di ciascun target”.

La risposta della GDO: la tenuta della pasta e la valorizzazione del premium

Dal punto di vista dei distributori, la lettura dei dati richiede una prospettiva di lungo periodo per superare le oscillazioni del breve termine, fortemente influenzate dagli ultimi due anni di forte pressione inflazionistica. Nella pasta di semola, che costituisce i tre quarti del mercato, si assiste a una marcata polarizzazione dei consumi con uno spostamento evidente verso i segmenti più alti dell’offerta, come le referenze trafilate al bronzo, a lenta essiccazione o con grano 100% italiano, che ormai rappresentano più della metà del fatturato totale della categoria. Anche nel mondo del riso, i volumi mostrano una crescita costante, trainati soprattutto dalle specialità esotiche e dalle soluzioni a rapida cottura che rispondono direttamente alla richiesta di risparmio di tempo.

Per sostenere il comparto, le insegne stanno lavorando sull’ottimizzazione degli spazi espositivi e sul potenziamento dei prodotti a marchio proprio, intercettando i trend salutistici e le nuove abitudini alimentari dei consumatori. Come ha osservato Barbara Pelliconi (Conad), “i brand che stanno crescendo maggiormente, sempre guardando al lungo periodo, sono i brand premium. E questa è una buona notizia se ci pensiamo, perché in un mercato maturo come quello della pasta, il fatto che al suo interno ci sia una dinamica che porta verso un segmento in realtà premium, quindi che il consumatore sia attento anche a quello che consuma, è comunque una buona notizia, sennò si rischia un po’ di banalizzare il mercato”. Rispetto all’evoluzione dei segmenti legati al servizio, ha poi aggiunto che “siccome oggi siamo tutti alla ricerca di soluzioni che invece ci aiutino a risparmiare tempo, all’interno di questa categoria vediamo proprio il fatto che queste soluzioni stanno crescendo molto. E quindi anche in questo caso quello che cerchiamo di fare è di adeguare i nostri assortimenti nel più breve tempo possibile, quindi dando spazio a queste innovazioni”.

Tradizione e servizio: la centralità del consumatore e del territorio

La frammentazione dei bisogni emerge con chiarezza anche all’interno delle mura domestiche, dove convivono esigenze alimentari e regimi dietetici differenti tra i membri dello stesso nucleo familiare. Questa complessità spinge la grande distribuzione a superare la logica delle singole categorie merceologiche per ragionare sempre più in termini di occasioni d’uso e momenti di consumo. I piatti pronti non vengono più considerati una semplice estensione del banco gastronomia, ma un segmento autonomo e strutturato che deve saper coniugare l’alto livello di servizio, come la rapidità di preparazione al microonde, con la qualità delle ricette tradizionali e il legame con il territorio.

La valorizzazione delle specificità locali e lo sviluppo di linee a marchio di alta qualità diventano così strumenti indispensabili per differenziare l’offerta, fidelizzare i clienti e restituire valore e dinamismo a mercati molto maturi. Secondo Roberto Erriu (Gruppo Sogegross), “da qualche anno a questa parte, oggi effettivamente il bisogno del consumatore è cambiato radicalmente. Ci troviamo nelle tavole spesso a mangiare in quattro persone quattro cose diverse. E quindi il bisogno del consumatore cambia proprio in questo senso”. Descrivendo l’esperienza sul campo e l’approccio strategico del gruppo, ha infine spiegato che “Basko ha cercato di sviluppare dapprima i secondi piatti, perché forse era anche l’industria più pronta a intercettare questo tipo di modello di prodotto. E oggi siamo atterrati anche in una profondità assortimentale che conta circa 80 referenze tra primo piatto e secondo piatto, dove abbiamo intercettato proprio il primo piatto come riferimento di mercato. Abbiamo costruito in MDD una serie di prodotti che vanno proprio nel centro del consumatore della nostra regione e vanno a intercettare questo bisogno che il consumatore ha della tradizione. Vado a unire la tradizione con il servizio”.

Le prospettive del comparto rimangono quindi strettamente legate alla capacità delle aziende di bilanciare la gestione industriale dello scaffale con un’innovazione reale, capace di seguire i profondi cambiamenti demografici e culturali che stanno ridisegnando la tavola degli italiani.

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