Il contributo del bakery salato al saldo finale della bilancia alimentare italiana è diventato positivo nel tempo, grazie al progressivo rafforzamento della presenza di questi prodotti sui mercati esteri, sia comunitari che extra-UE. L’analisi del periodo 2015-2025 mostra che solo dieci anni fa il saldo export-import (E-I) della bilancia commerciale era negativo, a causa del predominio degli arrivi sulle esportazioni. Il deficit commerciale, pari a circa una decina di milioni di euro, rifletteva anche i quantitativi movimentati.
Oggi, la situazione si è completamente invertita: nel 2025 il saldo export è diventato attivo, superando il miliardo di euro, con una movimentazione complessiva di prodotti che ha oltrepassato le 174.000 tonnellate.
La dinamica più recente, relativa ai primi dieci mesi del 2025 (Gennaio-Ottobre), ha evidenziato un trend positivo dell’export non drogato dall’inflazione, come avvenuto in un recente passato. Infatti alla variazione tendenziale (cioè sullo stesso periodo dell’anno precedente) del +8,5% in valore ha corrisposto un incremento del +4,9% anche dei volumi di prodotto movimentati.
Pane e prodotti da forno trainano la crescita
La variazione tra il 2024 e il 2025, relativa ai primi dieci mesi dell’anno (gennaio-ottobre), evidenzia una crescita delle esportazioni in valore del +8,5%. Questo incremento è principalmente guidato dal buon andamento del pane (+13%), degli altri prodotti da forno salati come quiches, crespelle, torte salate e pizzette (+12,5%) e delle fette biscottate (+1,8%).
Altre merceologie, come il pane azzimo, mostrano performance molto positive, ma il loro peso relativamente contenuto all’interno della categoria ne limita l’impatto sul totale delle esportazioni.
Frumento tenero, importazioni in crescita ma domanda interna stagnante
Anche l’andamento delle importazioni di frumento tenero, materia prima indispensabile per l’industria molitoria e per garantire livelli di produzione adeguati alla domanda interna, offre indicazioni sullo stato del settore bakery. Nei primi dieci mesi del 2025, le importazioni in volume sono aumentate del +5,5%, un incremento che si riflette quasi identicamente anche sui valori, grazie a quotazioni sostanzialmente stabili nel periodo considerato.
Con un grado di autoapprovvigionamento inferiore al 30% (2024), la filiera italiana del bakery rimane comunque sensibile alle fluttuazioni dei prezzi internazionali del frumento tenero. La stabilità dei prezzi registrata nel 2025, unita a un trend ribassista nei primi mesi del 2026, favorisce ulteriormente le importazioni. Tuttavia, il fattore decisivo resta l’andamento della domanda interna, che appare ancora in una fase di ristagno.
Germania, Usa e Regno Unito in testa
L’Italia conferma il ruolo di protagonista nell’export di prodotti del bakery salato, rafforzando la propria presenza sui principali mercati internazionali e consolidando il valore del comparto a livello globale. Nel 2025, infatti, i prodotti italiani sono stati esportati in oltre 100 paesi, con una prevalenza dei mercati comunitari, che nei primi dieci mesi dell’anno (gennaio-ottobre) hanno assorbito il 60,5% del valore totale delle esportazioni. Tra gli stati membri, la Germania si conferma il principale mercato di destinazione, con il 14% del totale, mentre tra i paesi extra-Ue spiccano gli Stati Uniti (12,6%) e il Regno Unito (9,7%) come principali destinazioni del bakery tricolore.