Performance di rilievo per Apofruit Italia che, in chiusura della campagna invernale 2025, annuncia liquidazioni record ai soci conferitori per un totale di 80,5 milioni di euro. Il dato segna un incremento del 9,3% rispetto al 2024, confermando l’efficacia delle strategie adottate dalla cooperativa lungo tutta la filiera agroalimentare. Il volume complessivo delle produzioni invernali ha raggiunto i 969.000 quintali, in crescita dell’8% sul 2024, pari al 64% dei conferimenti totali dell’organizzazione.
Il traino del kiwi e il posizionamento strategico
Il grande protagonista di questa fase è senza dubbio il kiwi, che si conferma la punta di diamante con 420.000 quintali conferiti. Tale successo è il risultato di un piano di espansione che ha coinvolto i principali territori produttivi, dal Veneto alla Calabria, supportato dall’avvio di nuovi impianti e dall’investimento in varietà innovative come il kiwi giallo Dulcis. La solidità del modello cooperativo emerge chiaramente dalle parole del Presidente di Apofruit Mirco Zanotti, che sottolinea come la crescita sia frutto di un equilibrio virtuoso tra investimenti strutturali, innovazione varietale e una presenza commerciale sempre più qualificata sul mercato.

Diversificazione e performance nei comparti chiave
Accanto al successo del kiwi, anche altri segmenti hanno giocato un ruolo fondamentale. Le mele, con circa 200.000 quintali, hanno mantenuto un’ottima tenuta commerciale nonostante la pressione sui mercati internazionali e l’abbondante offerta europea, grazie a un costante miglioramento della qualità. Segnali positivi giungono anche dalle patate, che superano i 200.000 quintali sostenute dal valore dei marchi Selenella e Patata di Bologna Dop. Gli agrumi, con 71.000 quintali, confermano la spiccata vocazione biologica della cooperativa, con oltre il 90% del prodotto certificato. Guardando al futuro, il Direttore commerciale Mirco Zanelli ribadisce l’importanza di continuare a investire in efficienza e valorizzazione per rispondere a un contesto retail sempre più selettivo, garantendo al contempo redditività e sostenibilità ai produttori associati.