Nutella-NIQ-Centromarca, IBC, Carrello della spesa GDO. Crescita del largo consumo e grocery nel 2024. NIQ. - Rapporto Coop-inflazione - Federdistribuzione

New York lancia i supermercati comunali

Il sindaco Zohran Mamdani presenta il piano "N.Y.C. Groceries": cinque punti vendita pubblici affidati a operatori privati per calmierare i prezzi e combattere il caro vita nella Grande Mela
Nutella-NIQ-Centromarca, IBC, Carrello della spesa GDO. Crescita del largo consumo e grocery nel 2024. NIQ. - Rapporto Coop-inflazione - Federdistribuzione

Il carrello della spesa a New York cambia volto e punta sulla gestione pubblica. Per contrastare un’inflazione alimentare che nella Grande Mela ha visto i costi dei generi alimentari crescere di quasi il 66% negli ultimi dieci anni, l’amministrazione guidata dal Sindaco Zohran Kwame Mamdani ha promosso un’iniziativa inedita per una grande metropoli americana: la creazione di una rete di supermercati comunali denominta N.Y.C. Groceries.

L’obiettivo strategico dell’iniziativa è abbattere del 30% il costo di un paniere di beni essenziali, che comprenderà tutti i prodotti freschi come frutta, verdura, carne e pesce, oltre a circa venti categorie di beni da dispensa, latticini e refrigerati. Lo sconto sarà accessibile a tutti i cittadini senza vincoli di reddito e si stima possa garantire un risparmio medio di circa 90 dollari al mese a famiglia (pari a 1.000 dollari all’anno). Un intervento significativo se si considera che oltre il 40% dei nuclei familiari newyorkesi dichiara oggi difficoltà nel sostenere le spese alimentari di base.

La struttura del modello e la partnership pubblico-privata

Il piano prevede l’apertura di cinque punti vendita, uno per ciascun distretto della città, con un investimento pubblico complessivo di 70 milioni di dollari stanziati nel bilancio comunale. L’architettura del progetto si basa su una formula d’impatto: la Città di New York mantiene la proprietà dei locali, coprendo i costi fissi di affitto e strutturazione, mentre la gestione operativa quotidiana viene affidata a retailer e operatori privati qualificati. A tal fine, la New York City Economic Development Corporation (NYCEDC) ha già aperto un bando di gara (RFP) per selezionare le aziende che si occuperanno dell’approvvigionamento, del merchandising, del personale e dello sviluppo di una linea di prodotti a marchio del distributore (private label) dedicata.

Le prime due location confermate evidenziano la volontà di intervenire nelle aree a maggiore criticità sociale ed economica: la prima apertura è prevista entro il 2027 nel quartiere di Hunts Point nel Bronx, seguito dal punto vendita di La Marqueta a East Harlem. Le restanti tre sedi in Brooklyn, Queens e Staten Island sono attualmente in fase di selezione tramite un portale dedicato ai proprietari immobiliari. L’intera rete sarà operativa entro la fine del mandato del sindaco.

Tutele per i lavoratori e identità di marca

Il modello di business imposto dal Comune agli operatori privati non si limita al calmieramento dei prezzi al dettaglio, ma fissa precisi paletti sul fronte del lavoro e della sostenibilità sociale. I gestori saranno infatti tenuti a garantire salari dignitosi, benefit assistenziali e a sottoscrivere accordi di tutela sindacale (Labor Peace Agreement), coniugando la convenienza per il consumatore con la dignità del lavoro del personale di corsia. Parallelamente, la città ha avviato la selezione per le agenzie di branding che dovranno curare l’identità visiva e il design degli store, ponendo le basi per un format trasparente e riconoscibile.

“Ogni settimana i cittadini entrano in un supermercato sperando che i prezzi non siano aumentati di nuovo – ha dichiarato il Sindaco Zohran Mamdani –. Fare la spesa non deve incutere timore. Per questo garantiamo uno sconto del 30% sui beni più essenziali per le famiglie, dalle uova al latte, fino alla carne e all’ortofrutta fresca. In una città caratterizzata dall’incertezza, le persone meritano stabilità, in qualsiasi corsia si trovino”.

Sulla stessa linea la Vicesindaca per la Giustizia Economica, Julie Su, che ha evidenziato il valore strategico della manovra: “L’alimentare è uno degli ambiti in cui i cittadini avvertono di più il peso del costo della vita. Stiamo costruendo un modello di supermercato che mette al primo posto l’accessibilità economica, offrendo cibo di qualità a prezzi ridotti e creando al contempo posti di lavoro solidi”. Un progetto che, come sottolineato dai vertici di NYCEDC, punta a trasformare l’accesso al cibo di qualità in un vero e proprio servizio pubblico essenziale per la comunità.

L’inchiesta di Food: la parola ai protagonisti del settore

Il modello lanciato da New York riapre una questione cruciale anche per il nostro Paese: l’intervento pubblico diretto nella distribuzione alimentare può diventare una risposta concreta contro l’inflazione o rischia di alterare gli equilibri della moderna distribuzione? E ancora: le formule di partnership pubblico-privato per la gestione di format “calmierati” potrebbero trovare spazio nelle periferie o nelle aree a forte svantaggio sociale delle città italiane?

La redazione di Food apre da oggi un confronto con retailer, manager della GDO, economisti e istituzioni per analizzare la fattibilità e le implicazioni di iniziative simili. Inviateci le vostre opinioni o lasciate un commento per contribuire al dibattito.

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