Dal 3 settembre l’Europa chiude le porte alla carne e ad altri prodotti di origine animale provenienti dal Brasile che non garantiscano il pieno rispetto delle medesime regole imposte agli allevatori comunitari. Si tratta di una decisione che segna un principio fondamentale: non può esserci tutela del reddito agricolo o della salute dei consumatori se sul mercato europeo circolano prodotti ottenuti secondo standard differenti e meno rigorosi rispetto a quelli richiesti alle imprese del vecchio continente.
La battaglia di Coldiretti e Filiera Italia
Il risultato arriva dopo una lunga attività di pressione e le mobilitazioni promosse da Coldiretti e Filiera Italia, sia in ambito nazionale che a Bruxelles, per affermare il principio di reciprocità. Le due associazioni sottolineano come non si tratti di una posizione protezionistica contro il commercio internazionale, bensì di un contrasto alla concorrenza sleale che, per troppo tempo, ha preteso dagli agricoltori europei i massimi standard mondiali, consentendo al contempo l’ingresso di merci prive di garanzie equivalenti.
Le verifiche della Commissione UE
La Commissione Europea, in seguito alle denunce, ha finalmente verificato l’incapacità del sistema brasiliano di adeguarsi alle normative comunitarie, riscontrando un’insufficienza dei controlli sull’impiego di determinati antimicrobici. Di conseguenza, il paese sudamericano non figura più tra quelli autorizzati per l’importazione di carni bovine, pollame, miele e prodotti dell’acquacoltura. Secondo un’analisi condotta su dati Ismea, la decisione giunge in un momento in cui gli arrivi di carne brasiliana in Italia avevano registrato una forte accelerazione, segnando un +129% per il pollame e un +212% per il manzo nel periodo analizzato.

Verso un principio generale di reciprocità
L’auspicio di Coldiretti e Filiera Italia è che questo precedente politico venga applicato a tutte le importazioni. Il mirino delle associazioni di produttori è puntato anche sul grano canadese trattato in preraccolta con glifosato, una pratica non consentita agli agricoltori italiani. Coldiretti e Filiera Italia stanno ora lavorando nell’ambito dell’Omnibus Food and Feed per superare il sistema del doppio standard sui residui, che a loro dire finisce per penalizzare le imprese europee e indebolire le garanzie per i cittadini.