Confesso che ogni volta che sento definire il supermercato semplicemente come “il posto dove si fa la spesa”, sorrido. Perché è vero, naturalmente, ma è soltanto una parte della storia.
Negli ultimi anni la moderna distribuzione ha dimostrato di essere molto di più: una rete capillare che raggiunge ogni comune italiano (NIQ censisce oltre 24.630 pdv della Dmo e i comuni in Italia sono 7.894), una macchina organizzativa che ogni giorno garantisce approvvigionamenti, servizi, occupazione e, sempre più spesso, anche politiche pubbliche. Ecco perché ritengo che la Carta Dedicata a Te rappresenti l’ennesima conferma di questa evoluzione. Con il decreto attuativo del 23 giugno 2026, il Governo ha confermato anche per il biennio 2026-2027 il contributo di 500 euro destinato alle famiglie aventi diritto per l’acquisto di beni di prima necessità, con attivazione prevista nel prossimo autunno. Sono ormai quattro anni che non solo la distribuzione si presta a questa iniziativa statale, ma la supporta con un ulteriore sconto del 15% dedicato a questa parte del Paese che fa fatica ad arrivare alla quarta settimana del mese, ma spesso anche alla terza o alla seconda. Se pensate che il Governo negli ultimi anni ha stanziato 500 milioni di euro, significa che ogni anno la distribuzione moderna aggiunge circa 75 milioni di tasca propria.
Dico circa, perché lo stanziamento è utilizzato da queste famiglie al 96% nella distribuzione moderna e circa il 4% va in altri rivoli. La notizia, però, non è soltanto lo stanziamento delle risorse: ancora una volta, lo Stato sceglie la distribuzione per trasformare una misura di welfare in un aiuto concreto e immediatamente fruibile dai cittadini e, peraltro, ci chiede e ottiene anche un congruo aiuto fattivo. Ciò non è un dettaglio, ma il riconoscimento del ruolo che il retail ha assunto nel nostro Paese. Quando infatti bisogna calmierare gli effetti dell’inflazione si guarda alla distribuzione e non certo ad altri settori (ristorazione, assicurazioni, banche, energia, telefonia, ecc.). Quando occorre garantire la continuità degli approvvigionamenti, si guarda sempre alla distribuzione. Quando si vogliono sostenere milioni di famiglie con una misura di welfare, come in questo caso, si guarda ancora una volta alla distribuzione.
Nulla è lasciato al caso: il retail italiano rappresenta una delle infrastrutture più diffuse, efficienti e affidabili del Paese. Ogni settimana, 59 milioni di cittadini entrano nei nostri punti di vendita; decine di migliaia di mezzi percorrono le strade italiane (preferiremmo comunque la rotaia); abbiamo centinaia di Ce.Di. (forse troppi), innumerevoli piattaforme logistiche, e oltre 420.000 collaboratori lavorano in sincronia affinché un gesto apparentemente banale, prendere un prodotto dallo scaffale, rispondere ad una domanda del cliente o utilizzare una carta di credito/debito alla cassa, possa avvenire con assoluta naturalezza. Questa enorme complessità spesso diventa invisibile proprio perché funziona bene, ed è questo forse il più grande complimento che si possa fare alla distribuzione. La convenzione che Federdistribuzione (ed altre associazioni datoriali del retail) sottoscriverà ancora una volta con il Masaf va in questa direzione: semplificare l’adesione delle imprese, ampliare la rete dei punti vendita coinvolti e mantenere quella scontistica aggiuntiva (15%) che ha caratterizzato il progetto fin dalla sua nascita. Dietro questa operazione non vi è soltanto utilizzo di una capillarità diffusa o di una rete: vi è una scelta culturale che porta a dire che quando pubblico e privato collaborano con obiettivi comuni, i risultati arrivano più velocemente e raggiungono un numero maggiore di persone. Un modello che, a mio giudizio, dovrebbe essere valorizzato ancora di più. Spesso, infatti, la distribuzione moderna viene raccontata quasi solo attraverso il prisma di prezzi, promozioni o dinamiche competitive. O peggio, come catalizzatrice inflattiva delle tensioni geopolitiche mondiali. Il retail italiano è invece il contrario: garantisce deflazione quando il mercato è inflattivo e molto di più.
È occupazione, investimenti, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale, presidio dei territori, sicurezza alimentare e, come dimostra la Carta Dedicata a Te, anche un partner fondamentale delle politiche sociali del Paese. C’è una domanda molto semplice: se domani lo Stato dovesse far arrivare rapidamente un beneficio a milioni di cittadini, quale rete sarebbe in grado di raggiungerli con la stessa capillarità, affidabilità ed efficienza? La risposta, probabilmente, è già davanti ai nostri occhi, ogni giorno: tra gli scaffali dei supermercati italiani. Noi siamo distribuzione.