Fondata nel 1896, Rodolfi Mansueto ha costruito nel tempo una solida identità aziendale, rimanendo sempre fedele ai valori che ne hanno accompagnato la crescita: tradizione, qualità e forte legame con il territorio. “Centotrent’anni rappresentano molto più di un anniversario: sono la misura di quanto un’impresa possa cambiare continuando a riconoscersi nella propria storia. In quattro generazioni sono cambiate le dimensioni dell’azienda, le tecnologie, i mercati e il modo stesso di consumare; è rimasto intatto il nostro rapporto con il pomodoro e con questo territorio. Abbiamo scelto il Museo Guatelli proprio perché qui la memoria del lavoro vive attraverso gli oggetti, i gesti e le competenze di chi ci ha preceduto: è una sensibilità che sentiamo molto vicina alla nostra storia. Oggi il nostro compito è dare valore a ciò che abbiamo ricevuto e avere la visione necessaria per continuare a trasformarlo in futuro”, ha commentato Aldo Rodolfi (nella foto), Presidente di Rodolfi Mansueto.
Terzo player nel Nord Italia
Il posizionamento sul mercato italiano vede il gruppo in terza posizione nel Nord del Paese, con un piano di espansione mirato per le aree del Centro-Sud. A livello internazionale, la strategia di Rodolfi punta ad una maggiore capillarità distributiva, offrendo referenze studiate specificamente per i mercati esteri, come le salse pronte per pizza. L’obiettivo per il prossimo quinquennio è chiaro: incrementare significativamente il peso del marchio Rodolfi, rendendolo sinonimo di qualità emiliana a livello globale.
“Nel 2025 abbiamo superato i 141 milioni di euro di fatturato, una crescita che è equamente divisa tra Italia ed estero”, sottolinea Massimo Manferdini, Direttore commerciale Rodolfi Mansueto. “L’obiettivo per il 2026 è raggiungere i 145 milioni. Anche a livello produttivo l’azienda ha raggiunto dimensioni importanti con una capacità di trasformazione mediamente di 270-280mila tonnellate all’anno, che significa essere tra le prime 30 aziende al mondo di trasformazione. La strategia attuale si focalizza sul rafforzamento dell’identità del marchio, privilegiando lo sviluppo del brand proprietario rispetto alla produzione per conto terzi”. In questa direzione va letta anche la recente operazione di rebranding. Nel 2024 Rodolfi ha riunito il portafoglio sotto il nome dell’azienda, coinvolgendo logo, packaging e presenza digitale; Ortolina, invece, ha mantenuto la propria identità, forte di un patrimonio storico sedimentato in quasi novant’anni.
Eccellenza produttiva e sostenibilità
Le radici dell’azienda affondano direttamente nel mondo agricolo e nel lavoro dei campi.Il 90% del pomodoro lavorato proviene da un raggio di soli 50-60 km dagli stabilimenti, garantendo freschezza e integrità organolettica.
La sostenibilità ambientale è integrata nel Dna aziendale: dall’utilizzo di un depuratore organico che ricicla il 70% dell’acqua di processo, fino all’implementazione di impianti fotovoltaici che coprono il fabbisogno energetico annuale.

La crescita dei prossimi anni passa anche dagli investimenti produttivi. Rodolfi ha programmato un piano triennale di efficientamento energetico, con l’obiettivo di aumentare progressivamente il ricorso all’energia pulita e migliorare l’efficienza degli stabilimenti. Il programma prosegue un percorso già avviato a Ozzano Taro (Pr), dove l’impianto fotovoltaico arriva a coprire circa il 20% del fabbisogno elettrico durante la campagna del pomodoro, mentre il sistema di depurazione consente di riutilizzare circa il 70% dell’acqua necessaria al processo produttivo. “La campagna 2026 – spiega Aldo Rodolfi – ha messo in luce la necessità di adattarsi a scenari climatici complessi, con ondate di calore estreme che hanno anticipato i raccolti e ridotto le rese. Nonostante queste criticità, Rodolfi risponde con tecniche agronomiche di precisione, come l’irrigazione a goccia, per ottimizzare l’uso della risorsa idrica”.
Nuovi lanci nei sughi pronti
Pur rimanendo ancorata alla tradizione, l’azienda punta a intercettare le nuove abitudini alimentari puntando su segmenti a valore aggiunto, come le linee biologiche e il mondo dei legumi, senza dimenticare l’iconica Ortolina, che continua a presidiare il mercato con soluzioni innovative come la linea Kids. Fra i capitoli più recenti c’è l’ingresso nel mercato dei sughi pronti, avvenuto nel 2025. Un comparto da circa 560 milioni di euro, in crescita da diversi anni e caratterizzato dalla presenza di operatori consolidati, sul quale Rodolfi ha scelto di misurarsi con la gamma “I Sughi di Casa Rodolfi”. La proposta nasce dall’osservazione di due tendenze sempre più evidenti: la ricerca di ricette costruite con ingredienti semplici e di qualità, aperte anche a combinazioni più contemporanee, e la richiesta di formati coerenti con nuclei familiari progressivamente più piccoli. Da qui il vasetto da 135 g in confezione da due, pensato per calibrare meglio le porzioni e limitare gli sprechi. La linea comprende cinque ricette, fra cui Pomodoro e Parmigiano Reggiano e Pomodoro e Lenticchie.

Rodolfi Mansueto, un brand internazionale
L’azienda resta fra i 30 maggiori produttori del settore in tutto il mondo con una presenza consolidata in 100 paesi: con riferimento all’export, la Germania è il mercato principale e rappresenta il 20% del fatturato annuo, seguita da Usa, Francia e Canada.
In termini di volumi, considerando le tonnellate vendute, la classifica dei primi quattro paesi per presenza sul mercato vede nell’ordine Germania, Stati Uniti, Canada e Regno Unito, a conferma di una domanda internazionale ampia e ben distribuita.