Evento IDGDAY 2026 in cantina con botti di vino, tavola rotonda e pubblico, proiezione L'IA è già qui

Export, Italia del Gusto riflette su heritage e mercati internazionali

Le esportazioni agroalimentari italiane frenano allo 0,5% nel primo semestre 2026. Le strategie del Consorzio, tra mercati dinamici e valore dell’identità aziendale
Evento IDGDAY 2026 in cantina con botti di vino, tavola rotonda e pubblico, proiezione L'IA è già qui

Dopo un 2025 caratterizzato da una crescita solida del 5,1%, l’export di prodotti food&beverage italiani mostra segnali di rallentamento, attestandosi al +0,5% nel primo semestre del 2026. Nonostante un contesto globale incerto, l’Italia conferma il proprio ruolo di player di primo piano, attestandosi come sesto esportatore mondiale. I dati, presentati durante l’edizione 2026 degli IDG Days organizzati dal Consorzio Italia del Gusto, evidenziano una polarizzazione sempre più marcata tra le diverse aree geografiche e categorie di prodotto.

Geografia dei mercati: luci e ombre

L’analisi dell’Osservatorio Nomisma rivela uno scenario a due velocità. Mentre l’Unione Europea continua a garantire performance positive, con crescite significative in Germania (+2,5%) e Spagna (+2,7%), il mercato statunitense segna una flessione del -10,8%. Di contro, cresce l’interesse verso mercati emergenti e dinamici come Turchia (+19,3%) e India (+15%). Anche tra le categorie merceologiche si osserva forte disomogeneità: a fronte di un +11,1% nel valore del caffè, si registrano cali significativi per olio d’oliva, vino e cioccolato.

L’identità come vantaggio competitivo

Ospitati dal gruppo Elah Dufour Novi, gli IDG Days di quest’anno hanno offerto un confronto strategico sul tema “Il valore della storia e del territorio nella costruzione dell’immagine di marca”. Come sottolineato da Giacomo Ponti, Presidente di Italia del Gusto, l’heritage non è più sufficiente se non supportato da una reale capacità di innovazione. In un panorama competitivo, il made in Italy alimentare deve trasformare l’origine in un valore concreto, capace di rispondere alle nuove esigenze di praticità, trasparenza e qualità nutrizionale dei consumatori globali. L’industria è chiamata oggi a superare la pura celebrazione della tradizione, integrando le radici storiche con soluzioni moderne che sappiano intercettare i nuovi stili di consumo.

Per un’azienda con una lunga storia, l’heritage non può essere soltanto qualcosa da celebrare: deve essere una base sulla quale continuare a costruire il futuro”, ha sottolineato Guido Repetto, Presidente del Gruppo Elah Dufour Novi. “Il legame con il territorio e le competenze maturate nel tempo sono parte della nostra identità, ma acquistano valore quando riusciamo a renderli attuali attraverso i prodotti, l’innovazione e il dialogo con consumatori che continuano a cambiare”.

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