In occasione della Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari, il tema della sostenibilità del sistema agroalimentare torna al centro del dibattito europeo. Con la Direttiva UE 2025/1892, Bruxelles ha imposto obiettivi stringenti per il 2030: una riduzione del 10% nella fase di produzione e trasformazione, e del 30% pro capite nel commercio al dettaglio, nella ristorazione e nei consumi domestici. Un impegno necessario per contrastare un fenomeno come lo spreco alimentare che, ad oggi, incide per il 16% sulle emissioni di gas serra del sistema alimentare europeo.
Il ruolo dei surgelati nella lotta allo spreco alimentare
In questo scenario, l’IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati evidenzia come il comparto frozen rappresenti un alleato fondamentale. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio Waste Watcher, i surgelati costituiscono solo il 2,2% (circa 14,9 grammi pro capite a settimana) del cibo gettato dai consumatori italiani. Il valore aggiunto risiede nella natura stessa del prodotto: zero scarti, porzionabilità ottimale e conservazione prolungata delle proprietà nutrizionali, come confermano le ricerche condotte da SISA e SSICA.
Opportunità per la ristorazione e la Gdo
La sfida europea coinvolge direttamente anche il foodservice, dove i surgelati offrono vantaggi operativi ed economici concreti. Per bar, ristoranti e mense, l’impiego di questi prodotti permette una gestione ottimizzata degli stock e una costante qualità organolettica, indipendentemente dalla stagionalità. L’IIAS sollecita ora un aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) per la ristorazione pubblica, sottolineando come un uso più ampio dei surgelati nelle mense e nelle strutture collettive possa contribuire significativamente al raggiungimento dei target di sostenibilità fissati a livello comunitario. L’obiettivo è superare pregiudizi normativi ormai anacronistici, valorizzando una tecnologia che garantisce sicurezza, disponibilità e riduzione dell’impatto ambientale lungo l’intera filiera.