In vista della Giornata Internazionale di Consapevolezza sulle Perdite e gli Sprechi Alimentari, il tema della sostenibilità torna al centro dell’agenda del comparto agroalimentare. Con lo spreco che incide per il 16% sulle emissioni di gas serra del sistema alimentare europeo, la nuova Direttiva UE 2025/1892 impone obiettivi stringenti entro il 2030, chiedendo una riduzione del 10% nella produzione e del 30% pro capite nel commercio e nelle case. In questo scenario, l’IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati ribadisce il ruolo cruciale dei prodotti surgelati come alleati strategici per l’industria e la distribuzione moderna.
Surgelati: alleati contro le inefficienze
Secondo i dati dell’Osservatorio Waste Watcher, i prodotti surgelati rappresentano appena il 2,2% del totale del cibo gettato nelle abitazioni italiane. Un risultato che trova spiegazione nell’assenza di scarti, nella facilità di porzionamento e nella conservazione prolungata delle proprietà nutrizionali. Ad esempio, “le verdure surgelate, già lavate e mondate, permettono di consumare il 100% di quanto acquistato, eliminando gli sfridi di prodotto“, spiega Giorgio Donegani, Presidente IIAS.
Innovazione e ristorazione professionale
La sfida europea coinvolge direttamente anche il canale foodservice. Per bar, ristoranti e mense, l’utilizzo di soluzioni a freddo garantisce continuità operativa e qualità costante, indipendentemente dalla stagionalità. L’Istituto auspica una revisione urgente dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), oggi troppo limitanti, affinché la ristorazione pubblica possa beneficiare appieno dell’efficienza dei surgelati. L’obiettivo è duplice: ridurre l’impatto ambientale e contrastare la perdita di micronutrienti che avviene durante la normale filiera del fresco.
La difesa del valore nutrizionale
La lotta allo spreco non riguarda solo il peso dei rifiuti, ma anche la qualità del cibo consumato. Studi condotti da SISA e SSICA confermano che la surgelazione rapida preserva intatti proteine, omega-3 e vitamine, rallentando drasticamente il decadimento biologico post-raccolta. Una tecnologia che si conferma, dunque, non solo una leva per la sostenibilità economica dei retailer, ma un pilastro per la sicurezza alimentare globale.