Dai grandi volumi di sfuso agli ingredienti su misura: Molino Casillo accelera il passaggio da commodity company a ingredient company. Il piano strategico da qui al 2030 di Casillo Spa società benefit, di cui fa parte il brand Molino Casillo, è stato presentato alla stampa lo scorso 15 ottobre a Corato (Ba): punta su innovazione, internazionalizzazione e formazione. Il payoff “Grandi farine per grandi ambizioni” esemplifica il posizionamento del brand: ampiezza e specializzazione della gamma, servizio ai professionisti, sviluppo di prodotti all’avanguardia.
Innovazione: una società dedicata
Il motore dell’innovazione è Casillo NextGen Food, la società del gruppo interamente dedicata a ricerca e sviluppo: laboratori di proprietà, un impianto pilota industriale e collaborazioni con dodici università, dieci italiane e due estere. Al centro, il progetto Altograno, sfarinato di nuova concezione che contiene il prezioso germe di grano (ricchissimo di nutrienti e di fibre) ottenuto grazie ad una tecnologia esclusiva. “Ci piace parlare di ‘retroinnovazione’: tornare alle origini per guardare avanti”, ha spiegato Graziano Stasi, Head of retail Molino Casillo e terza generazione in azienda. “Partiamo dal grano: lo scomponiamo in tutti i suoi componenti e cerchiamo di capire se e come può essere valorizzata ogni singola frazione”.
Altograno, dal chicco al valore aggiunto
Altograno si ottiene grazie al particolare processo brevettato “Lavorazione Circolare”che permette di recuperare e stabilizzare il germe di grano e le fibre dell’aleurone (lo strato più interno della crusca). Queste parti del chicco vengono generalmente eliminate durante la lavorazione, perché altamente deperibili a causa dell’alta componente lipidica. Altograno contiene +50% di proteine,-25% di carboidrati, +40% di fibre rispetto a semole e farine integrali. Lanciato nel 2025, è già un ingredient brand con importanti partnership nell’agroalimentare: utilizzato nella Strapasta di Garofalo, da Puratos nel canale professionale, da Alimenta Produzioni, Balconi e Ciemme. È inoltre distribuito a marchio Molino Casillo presso Gdo, pizzerie e laboratori artigianali ed entra in catene Foodservice come Autogrill.
Internazionalizzazione: pasta e pizza aprono i mercati
Presente in 58 paesi, Molino Casillo fa leva su due asset identitari: il know-how sulla pasta, con le semole di grano duro come fiore all’occhiello, e il mondo della pizza, con le farine specifiche. Francia, Spagna, Regno Unito e Australia sono mercati prioritari; gli Stati Uniti crescono con investimenti dedicati dal 2025 e in Asia spiccano Taiwan e Thailandia. Importatori e distributori specializzati sono affiancati da tecnici di Molino Casillo, in una visione che punta a esportare anche la cultura gastronomica italiana. “Nei mercati esteri l’intera offerta di Molino Casillo è già posizionata sul segmento premium”, specifica Stasi. “La nostra strategia internazionale lavora con l’obiettivo di crescere a volume”.
Formazione: Agrifood Hub, l’arte bianca incontra l’impresa
Pensato per una formazione a 360 gradi, l’Agrifood Hub è il progetto pubblico-privato da quasi 12 milioni di euro proposto dal Politecnico di Bari con Molino Casillo e altri partner di rilievo, che apre i battenti in questi giorni e sarà operativo a inizio 2027. L’hub, realizzato nella sede di un mulino del 1800 a Corato, già di proprietà Casillo, prevede quattro accademie dedicate: pizzeria, panificazione, pasticceria e pasta fresca. Le lavorazioni tecniche saranno affiancate da percorsi su gestione aziendale, controllo dei costi e organizzazione produttiva. L’obiettivo è collegare il mondo dell’arte bianca a quello dell’imprenditorialità, formando artigiani capaci anche di guidare un’impresa; oltre a valorizzare un territorio che già vanta una tradizione secolare nel settore.
Le cinque divisioni del brand italiano
Molino Casillo ha le sue radici a Corato (Bari) fin dal 1958. “Non commercializziamo prodotti di terzi, ma produciamo direttamente tutto quello che vendiamo”, sottolinea Graziano Stasi. “Siamo un vero ‘one-stop shop’ e questa è la nostra forza. L’organizzazione comprende cinque divisioni integrate: Industria Grano duro e Grano tenero; Retail & Professional: Esportazione; Next Gen Food per ricerca e sviluppo. Trading. Intanto sono in fase di negoziazione avanzata le trattative per l’acquisizione da Barilla dei mulini di Altamura (Bari) e Castelplanio (Ancona)”.
Altograno per pizza, 500 g in rosa
L’offerta va dalle referenze professionali di base a quelle premium, fino alle linee superpremium con germe di grano. Il grano duro resta la matrice identitaria, con semole per pasta e rimacinate per pane e pizza. Sul fronte consumer arriva Altograno per Pizza 500 g in edizione rosa, celebrativa della partnership con il Giro d’Italia 2026. La referenza ha vinto nella categoria Bakery il premio Miglior Prodotto Food 2026, promosso dalla rivista Food con il supporto di NielsenIQ e Ipsos Doxa.