Agrofood BIC: lanciata la “Call for Ideas”

L'acceleratore di startup multiazienda ha stanziato 500mila euro per supportare i 5 migliori progetti nel campo della nutrizione e degli eco-imballaggi
Agrofood BIC: lanciata la “Call for Ideas”

Dall’anno zero all’anno uno. Come ampiamente descritto nella cover story su Food di Gennaio 2020, il 2019 può essere considerato come l’anno zero dell’open innovation nell’agroalimentare italiano, che ha visto la definitiva consacrazione nell’anno in corso. Dopo il lancio della seconda edizione del Foodtech Accelerator, seguito dal secondo batch di Plug&Play, mancava all’appello il terzo acceleratore, l’Agrofood BIC. E la risposta non si è fatta attendere.

500MILA EURO PER SUPPORTARE LA NEWTRITION E GLI ECO-PACK

L’acceleratore multiazienda, lanciato a febbraio 2019 da Granarolo, Eurovo, Camst, Conserve Italia, Ima e Gellify, ha infatti ufficializzato il lancio della “call for ideas” con la finalità di selezionare, a livello internazionale, le 5 migliori startup, spin-off universitari e ideee, nei seguenti settori:

  • Nutrizione e Salute per rispondere all’esigenza di consumatori sempre più alla ricerca di cibo nutriente e gustoso che risponda a specifici bisogni legati alla salute, con particolare attenzione a cibi biologici e funzionali, integratori, nutraceutici, alternative allo zucchero;
  • Soluzioni di Packaging Innovative con focus su smart packaging che forniscano informazioni preziose garantendo shelf life maggiori e qualità del cibo, soprattutto su lunghi tragitti e soluzioni di packaging sostenibili includendo parametri importanti come la riciclabilità, il riuso e la biodegradabilità;

Per i 5 progetti selezionati vi sarà un grant di 500mila euro (da suddividere) e la possibilità di lavorare a stretto contatto con le aziende per mentorship, sviluppare progetti pilota, e espandere il business in una collaborazione assolutamente win/win che incarna alla perfezione lo spirito dell’open innovation.

E’ TEMPO DI INNOVARE IL MADE IN ITALY

Raggiunto in esclusiva da Food, un raggiante Gianpiero Calzolari, presidente di Agrofood BIC e di Granarolo, ha affermato: “Con questa open innovation challenge ci prefiggiamo l’obiettivo di intercettare le migliori idee nel campo della salute e della sostenibilità, due aree nelle quali sia noi sia i nostri partner ci stiamo muovendo da tempo”. Un Made in Italy agroalimentare che resta quindi sempre ancorato alla tradizione, ma che guarda con sempre maggior interesse all’innovazione, conditio sine qua non per continuare a primeggiare nel mondo? Calzolari è assolutamente d’accordo. “La nostra tesi è che il Made in Italy abbia raggiunto importantissimi traguardi grazie alla tradizione, alla qualità e alla bontà del marchio e dei prodotti che rappresenta. Al contempo siamo però convinti che per continuare a primeggiare nel mondo vi sia una grande necessità di innovazione, da portare nelle fabbriche e nei laboratori, per intercettare e soddisfare le nuove esigenze e i nuovi modelli del consumatore. Senza innovazione c’è il rischio che anche un’assoluta eccellenza come il Made In Italy diventi gradualmente meno appetibile nel contesto internazionale. Non siamo uno dei tanti, siamo un acceleratore che porta l’innovazione nelle stalle, nei laboratori, nelle fabbriche, sugli scaffali e sulle tavole. Cerchiamo giovani che sognino, con noi, di generare anche un impatto sociale”.

Agrofood BIC
Granarolo, AgroFood BIC

E più operativamente qualche dettaglio è venuto da Michele Giordani di Gellify: “Obiettivo delle open innovation challenge di Agrofood BIC, e quindi anche di questa prima, non è semplicemente decretare la vittoria di 5 start-up promettenti da supportare nello sviluppo della propria idea di business. Agrofood BIC, in virtù della propria identità e genesi, intende avere un impatto molto più forte: identificare le migliori soluzioni dirompenti su elementi di innovazione del prodotto e dell’esperienza del consumatore, far leva non solo sulle risorse economiche a disposizione, ma anche sugli asset e l’alleanza tra le aziende della filiera socie dell’acceleratore, per avviare con le start-up delle partnership strategiche che permettano loro di scalare rapidamente e risultare potenzialmente appetibili per future acquisizioni da parte di aziende corporate del mondo Food. Questo approccio garantisce alle start-up di accelerare il proprio percorso perché riduce i tempi con cui le loro soluzioni innovative vengono applicate in ambienti reali di produzione e – facendosi forza di queste esperienze – il tempo necessario a estendere l’applicazione dei prodotti ad ulteriori clienti del settore in un circolo virtuoso. Questo si combina con uno scenario in evoluzione in cui Foodtech e Agtech sono due mercati in grande ascesa e in cui il digitale e l’approccio start-up all’innovazione hanno dimostrato e dimostreranno sempre più di poter generare valore molto rapidamente, portando benefici al sistema economico del Paese che vede il Food tra le sue eccellenze riconosciute nel mondo”.

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