Marchi Dop e Igp: noti per il 96% degli italiani

Dal rapporto di Luiss Business School, con il supporto di Amazon, emerge un quadro positivo, ma si evidenzia la necessità di valorizzarli. Per il 27% degli italiani Dop e Igp indicano una qualità superiore del prodotto
Marchi Dop e Igp: noti per il 96% degli italiani

L’Italia è il Paese con il maggior numero di prodotti agroalimentari Dop e Igp riconosciuti dall’Ue: oltre 800 etichette che rappresentano la qualità e l’eccellenza italiana nel mondo. Se per gran parte degli italiani (96%) queste attribuzioni sono note, il 27% ritiene che la “migliore qualità” sia l’aspetto caratterizzante di tale denominazione, mentre il 55,5% attribuisce all’origine territoriale il loro carattere distintivo.

Affinché il carattere distintivo di Dop e Igp risulti più chiaro e riconoscibile e a tutela di marchi e consumatori, anche esteri, è necessario lavorare per favorire la diffusione di una maggiore consapevolezza del valore e delle loro specificità e insistere nel contrasto alla contraffazione. La collaborazione tra il settore pubblico e quello privato è il punto di partenza strategico per il perseguimento di questi obiettivi.

L’IMPORTANZA DELL’ORIGINE TERRITORIALE

Sono queste alcune delle evidenze che emergono dalla ricerca “Conoscenza e percezione di valore delle Dop e Igp tra i consumatori in Italia” realizzata da Luiss Business School, con il supporto di Amazon, presentata a Roma nei giorni scorsi. Il rapporto analizza i risultati dell’indagine condotta su 1600 consumatori, stratificati per genere, età e area geografica di residenza.

Dall’indagine risulta che le Dop e Igp sono note alla quasi totalità dei consumatori italiani e la netta maggioranza di essi (il 90%) comprende il loro significato “tecnico”. L’origine territoriale è considerata molto importante dal 58% dei consumatori, mentre solo l’8% non le attribuisce alcuna rilevanza. È invece, molto poco diffusa la percezione di altri possibili aspetti caratterizzanti un genere alimentare: il miglior contenuto nutrizionale, il minor impatto ambientale del processo produttivo e anche un costo più elevato.

Il 28% dei consumatori dichiara di prestare una notevole o decisiva attenzione alle denominazioni Dop/Igp in fase di acquisto, percentuale che aumenta al 32% durante il consumo. Oltre il 76% degli intervistati dichiara di aver acquistato almeno un prodotto Dop/Igp nell’arco di un mese. Per la maggioranza dei consumatori le indicazioni geografiche rappresentano un riconoscimento significativo di autenticità (81%) e di qualità superiore (69%). Il 62% degli intervistati, poi, ha sottolineato la connessione tra la qualità di questi prodotti e la precisa origine geografica.

IL RISCHIO DI CONTRAFFAZIONE

Più di due terzi dei consumatori (il 67,5%) ritiene che i prodotti Dop/Igp siano più esposti al problema della contraffazione rispetto agli altri beni alimentari ed è consapevole della necessità di implementare azioni a tutela propria, dei marchi e delle imprese produttrici. Per contrastare la contraffazione, gli intervistati considerano fondamentale aumentare i controlli e le sanzioni (85%) migliorare la consapevolezza dei consumatori (84,5%) e rafforzare la collaborazione tra produttori e distributori (81,5%). Tra i soggetti individuati per il contrasto alla contraffazione ci sono produttori e i consorzi di tutela, le forze dell’ordine, la distribuzione organizzata e le associazioni dei consumatori. Gli intervistati evidenziano la necessità di avere informazioni adeguate a distinguere i prodotti autentici da quelli contraffatti in fase di acquisto.

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