Parmalat, opa a sorpresa di Lactalis

Parmalat, opa a sorpresa di Lactalis

Dall’uovo di Pasqua di Lactalis, spunta fuori una vera sorpresa per Parmalat. Il gruppo lattiero-caseario francese – azionista di maggioranza dell’azienda agroalimentare di Collecchio – ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di Parmalat al costo di 2,60 euro per azione, ossia il 13% in più rispetto all’ultima chiusura. Ne dà notizia un comunicato stampa della società francese motivando l’operazione “anche a seguito del mutato quadro normativo successivo all’acquisto della propria partecipazione del 28,969%”. Il titolo Parmalat, sospeso fino alle 9.40, ha aperto le contrattazioni con un balzo del 10% a 2,54 euro.
Le azioni oggetto dell’offerta sono complessivamente 1.298.186.659, per un controvalore di 3,375 miliardi di euro. Il prezzo offerto comprende un premio del 21,3% rispetto al prezzo di Borsa delle azioni di Parmalat dell’ultimo anno e, inoltre, del 33,6% rispetto all’enterprise value per azione (calcolato come capitalizzazione di Borsa al netto della posizione finanziaria netta e delle interessenze di minoranza per azione), sempre degli ultimi dodici mesi.
Con il controllo totale dell’azienda di Collecchio, il gruppo Lactalis-Parmalat realizzerebbe un giro d’affari complessivo di circa 14 miliardi di euro, diventando così il primo gruppo europeo di prodotti lattiero-caseari, davanti all’olandese Friesland Campina (8,972 miliardi di euro di fatturato nel 2010) e alla danese Arla Foods (6,575 miliardi di euro il turn-over dello scorso anno).
Parmalat resterebbe quotata alla Borsa di Milano. Nella nota stampa, come dichiara il presidente Emmanuel Besnier in una nota, il gruppo “procederà, se necessario, al ripristino del flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni”.
L’annuncio di Lactalis ha scompaginato gli scenari prefigurati, con il Governo italiano impegnato a sostenere – anche con l’aiuto di provvedimenti di legge – la costituzione di una cordata tricolore (incentrata sugli asset di Granarolo e sul contributo del mondo cooperativo) che potesse assicurarsi il controllo della società.
Da parte sua Lactalis, nella nota, ribadisce il proprio intento di sviluppare il piano “nel rispetto dell’italianità” del gruppo di Collecchio, mantenendo la sede in Italia e salvaguardando gli asset produttivi, i livelli occupazionali e la filiera italiana del latte, nell’interesse dell’economia del distretto. Il gruppo francese, aggiunge ancora la nota “valuterà l’opportunità di far confluire in Parmalat le proprie attività europee nel settore del latte confezionato, tra cui quelle detenute in Francia e Spagna. Il progetto industriale di Lactalis prevede la valorizzazione di Parmalat a livello internazionale, grazie alla forte complementarietà tra i due gruppi sia a livello geografico che di prodotto. Inoltre, l’espansione nei mercati in forte sviluppo quali Brasile, India, Cina, nei quali entrambi i gruppi a oggi hanno una limitata presenza, potrebbe essere perseguita in modo più efficace attraverso un intervento congiunto”.

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