Apo Conerpo, l’export di ortofrutta segna +8%

Apo Conerpo, l’export di ortofrutta segna +8%

Per la filiera ortofrutta dell’Emilia Romagna il 2012 è stato un anno particolarmente pesante: ma recessione mondiale, terremoto, andamento climatico sfavorevole (con abbondanti nevicate invernali e siccità estiva eccessiva) non hanno frenato lo sviluppo di Apo Conerpo, che ha chiuso il 2012 con un volume d’affari aggregato di 702 milioni di euro, in aumento dell’1% circa rispetto ai 696 milioni del 2011 e del 4% rispetto ai 675 milioni del 2010.
La crescita del fatturato è stata in buona parte determinata dalle politiche delle controllate Alegra, Naturitalia e Valfrutta Fresco, che hanno collocato sul mercato 1.018.000 tonnellate di prodotti (quasi 427mila di frutta e 591mila tra ortaggi e patate) puntando con decisione sull’export, che ha permesso di valorizzare al meglio le produzioni conferite dai soci e garantire loro una maggiore remunerazione. Complessivamente, sono state indirizzate all’estero quasi 147mila tonnellate di ortofrutta fresca (+8,1% sul 2011) per un valore di oltre 112 milioni di euro (+8%).
“Un risultato senza dubbio positivo – sottolinea Davide Vernocchi, presidente di Apo Conerpo , in una nota stampa – ottenuto nonostante la diminuzione della produzione conferita, attestatasi sulle 947mila tonnellate e quindi inferiore di circa il 19% ai livelli raggiunti nel 2011, che d’altra parte è stato un anno caratterizzato da un’offerta ortofrutticola decisamente superiore alla media”.
In Italia, invece, presso la gdo sono state collocate oltre 155mila tonnellate (-2,5%) per un valore di circa 115 milioni di euro (+0,36%), mentre al mercato tradizionale sono state indirizzate 163.500 tonnellate di prodotto non confezionato (+1%) per un valore di 89,5 milioni (-1%). All’industria di trasformazione infine sono state destinate circa 552mila tonnellate di ortofrutta, per un valore di oltre 77 milioni; il plusvalore del trasformato ha raggiunto i 308 milioni di euro.
“Questi dati – afferma Gabriele Chiesa, direttore generale di Apo Conerpo – riflettono ancora la difficile situazione verificatasi nel 2011 a causa dell’abbondante produzione affiancata da una scarsa ricettività del mercato. Per il mercato del fresco, nel primo semestre 2012 il nostro gruppo, a fronte di un sensibile incremento dei volumi venduti (+29,2%), ha visto il fatturato diminuire del 5,2%, mentre nel secondo semestre il trend commerciale è migliorato e il giro d’affari è aumentato del 4,8% nonostante la contrazione del -19,2% dei quantitativi commercializzati”.
La destinazione dell’utile 2011 ad aumento gratuito del capitale sociale e alle riserve indivisibili unitamente al risultato positivo conseguito nel 2012, seppure in diminuzione rispetto all’esercizio precedente, hanno consentito di consolidare a oltre 26,8 milioni di euro il patrimonio netto della capofila Apo Conerpo. Tale rafforzamento patrimoniale è fondamentale per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie per affrontare i nuovi investimenti per lo sviluppo del gruppo nonché per mantenere i programmi di capitalizzazione e di supporto alle filiali, alle cooperative socie e alle altre società strumentali. Nel 2012 Apo Conerpo ha deliberato e attuato un ulteriore progetto di capitalizzazione delle associate Fruit Modena Group e Italfrutta colpite dal terremoto, per agevolare il più rapido ripristino della loro completa funzionalità portando a oltre 34,8 milioni di euro gli investimenti strutturali della capogruppo (di questi, oltre 24,2 milioni sono risorse messe a disposizione delle cooperative socie e delle società collegate per il supporto, il consolidamento e il potenziamento della loro attività).
“Tra le misure messe in campo nel 2012 per affrontare le sfide di un mercato poco recettivo e garantire la redditività ai soci – sottolinea Roberto Cera, vicepresidente di Apo Conerpo – appare particolarmente importante la riduzione delle spese generali che ha consentito di garantire sia il ristorno ai soci, che l’aumento degli investimenti nel settore della ricerca e dell’innovazione di fronte alla progressiva contrazione delle risorse pubbliche. A tale proposito, gioca un ruolo di primo piano l’azione di New Plant, costituita nel 2002 proprio per sviluppare il miglioramento genetico ed incentivare il rinnovamento varietale. Oltre il 75% delle nuove varietà introdotte negli ultimi cinque anni negli impianti di pesco e susino è rappresentato infatti dalle cultivar studiate dai comitati tecnici di Apo Conerpo in ambito New Plant; la percentuale supera poi il 90% considerando altre specie come le pomacee, l’albicocco, il ciliegio, l’actinidia e le colture industriali. In particolare, nel 2012 è stata licenziata e brevettata la nuova varietà di pera a buccia rossa denominata ‘Falstaff’, che verrà diffusa nei prossimi anni”.
Si conferma strategica anche la ricerca di aggregazioni, collaborazioni e sinergie con altre imprese per aumentare l’efficacia dell’azione commerciale ed organizzativa: in tale direzione è andata l’incorporazione nella Aop Finaf della Aop Gruppo Mediterraneo, che ha dato vita all’associazione di organizzazioni di produttori ortofrutticoli più grande d’Europa. Sempre l’anno scorso poi sono nati i consorzi Kiwifruit of Italy e Pera Italia ed è stata costituita l’Organizzazione interprofessionale pera, con la partecipazione di tutte le op del territorio, tutte le organizzazioni professionali, le aziende private aderenti a Fruit Imprese, le industrie cooperative e quelle private aderenti all’Aiipa, la distribuzione organizzata. Obiettivi prioritari di questo organismo: conoscere il potenziale produttivo, pianificare e programmare i nuovi impianti, definire regole comuni dei conferimenti, sviluppare attività di promozione sui mercati Ue ed extra Ue per una migliore valorizzazione del prodotto.
“Sul fronte degli investimenti specifici destinati allo sviluppo delle imprese associate – afferma Vernocchi – nel 2012 Apo Conerpo ha ulteriormente potenziato l’apposito Programma operativo investendo 64,3 milioni di euro così suddivisi: 4,1 milioni per la pianificazione della produzione e dell’offerta, 16,8 milioni indirizzati al miglioramento della qualità dei prodotti, 6,3 milioni destinati all’incremento del valore commerciale dei prodotti, 15,3 milioni per la promozione delle produzioni fresche e trasformate, 15,4 milioni per le misure ambientali, 6,2 milioni destinati alla prevenzione e alla gestione delle crisi.
Per migliorare ulteriormente la qualità dei prodotti, sono aumentati la diffusione dell’assistenza tecnica in campagna e il numero dei controlli lungo l’intera filiera: 145 tecnici hanno controllato più di 27.200 ettari, pari a circa l’87% degli oltre 31mila ettari che costituiscono la superficie totale coltivata dai soci di Apo Conerpo”.
Qualche nuovo spiraglio per l’export si va aprendo proprio in questi mesi: dopo l’apertura ai kiwi italiani registrata alcuni anni fa sul mercato cinese e l’anno scorso su quello coreano, ora si è in dirittura d’arrivo anche per il protocollo kiwi per il Giappone e per il protocollo mele e pere per gli Stati Uniti.

I prodotti di punta della gamma Apo Conerpo
Frutta
Pere 168.000 tonnellate
Pesche e nettarine 112.000 tonnellate
Mele 52.000 tonnellate
Kiwi 47.000 tonnellate
Susine 22.500 tonnellate
Cocomeri e meloni 24.000 tonnellate

Ortaggi
Pomodori 400.000 tonnellate
Patate 42.000 tonnellate
Cipolle 22.000 tonnellate
Piselli 19.000 tonnellate
Carote 17.000 tonnellate.

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