Ferrero, il fatturato consolidato 2012-’13 supera il +8%

Ferrero, il fatturato consolidato 2012-’13 supera il +8%

Mentre per la Nutella si gioca la carta della personalizzazione, proponendo le confezioni ‘ribattezzate’ con i nomi propri dei consumatori più affezionati (sulla scia di Coca-Cola), splende ancora il sole sui conti di Ferrero International, società controllante del gruppo Ferrero, anche in un anno feroce per i bilanci societari di tante aziende food.
Ed è anche grazie ai più che buoni risultati raggiunti all’estero – e soprattutto in Asia, Stati Uniti e Russia – che gli 8mila dipendenti italiani riceveranno il 98% del loro premio di produzione. Come spiega una nota del gruppo “l’importo del premio per quest’anno era di 1.900 euro, somma determinata dall’andamento di due parametri: il risultato economico, unico per tutta l’azienda (che concorre a determinare il 30% del premio), e il risultato gestionale (70%) legato all’andamento specifico di ogni stabilimento”. Quest’anno, dei quattro impianti produttivi italiani il più efficiente è risultato quello di Balvano (Pz) – i cui dipendenti riceveranno un premio di 1.864 euro – seguito da Alba (Cn), con 1.850 euro, Sant’Angelo dei Lombardi (Av) e Pozzuolo Martesana (Mi). Un segnale positivo in attesa dell’ufficializzazione dei dati del bilancio consolidato del gruppo per l’esercizio chiuso al 31 agosto 2013, riferito a una galassia di 69 società consolidate, che servono oltre 100 mercati con 18 stabilimenti produttivi (tre nell’ambito delle imprese sociali), sul cui potenziamento negli ultimi due anni sono stati investiti 800 milioni di euro.
Il gruppo, di cui Giovanni Ferrero è chief executive officer, aveva chiuso l’esercizio precedente con un fatturato consolidato di 7.795 milioni di euro, in crescita dell’8%: in un’intervista esclusiva al settimanale Famiglia Cristiana, lo stesso Giovanni Ferrero ha dichiarato che il trend dei ricavi di quest’ultimo anno è ancora più positivo. Unica eccezione: l’Italia “dove il diminuito potere d’acquisto ha penalizzato non poco i nostri prodotti. Tuttavia non abbiamo messo nessuno in cassa integrazione, strumento al quale non abbiamo mai fatto ricorso nella nostra storia”.
Peraltro, il malessere del mercato italiano si riverbera anche sulle prospettive di Ferrero in patria. Come ogni anno in questo periodo, si sono
riunite all’agenzia di Pollenzo (Cn) la direzione aziendale di Ferrero, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, con il coordinamento sindacale Ferrero delle Rsu e di viaggiatori e piazzisti: in quest’incontro, i manager dell’azienda dolciaria avrebbero anticipato che il ricorso ai lavoratori stagionali – che fino all’anno scorso era in aumento – verrà in futuro ridimensionato, anche perché la quota del mercato Italia sul fatturato totale del gruppo – attualmente intorno al 20% – pare destinata a diminuire.
Per rilanciare i consumi e i propri brand, il colosso di Alba, comunque, non cede il passo sull’innovazione di prodotto: una prova per tutti, i due test in corso d’opera per il progetto Bready (presentato in anteprima su foodweb.it) e per la gestione diretta della fornitura di Nutella alle gelaterie italiane come ingrediente doc per le loro specialità.

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