Alce Nero, il fatturato vola a 54,5 milioni di euro

Il gruppo di Monterenzio chiude il 2014 con un trend di crescita dell'8%. E l'obiettivo minimo del 2015 è di raggiungere un ulteriore incremento del 12%
Alce Nero, il fatturato vola a 54,5 milioni di euro

Il biologico si conferma un settore anticrisi. Lo dimostrano i bilanci di molte imprese italiane che operano in quello che viene definito da Renzo Rosso ‘il lusso del cibo’. Il gruppo Alce Nero infatti ha chiuso l’esercizio fiscale 2014 con un fatturato consolidato di 54,5 milioni di euro, in crescita dell’8%, nonostante la cessione al socio Conapi Soc. Coop. – avvenuta lo scorso luglio 2014 – del marchio Mielizia e delle private label relative al miele.

Merito in particolare delle performance del brand Alce Nero, che negli ultimi mesi ha raggiunto picchi di crescita del 40%, a fronte di un fatturato di 36,4 milioni di euro, per un trend di crescita del +26% in più rispetto all’anno precedente. Il marchio – che oggi rappresenta il 67% del fatturato globale del gruppo ma che arriverà secondo le previsioni aziendali all’80% nel 2015 – ha evidenziato un significativo sviluppo soprattutto sul mercato interno, segnando un +36% in gdo e un +25,4%, nei canali tradizionali dedicati al settore biologico, portando la crescita globale al +34 per cento. In lieve calo invece l’export che registra una lieve flessione (-3,6%), determinata dall’andamento negativo del mercato giapponese.

Tra i prodotti che hanno trainato l’incremento di fatturato sono da segnalare in particolare la nuova linea per bambini da zero a tre anni Alce Nero Baby, ma anche le passate, le polpe e i sughi di pomodoro bio, così come i frollini totalmente privi di olio di palma, le composte, i mieli e i legumi lessati.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti e ci proponiamo di continuare nel trend di crescita – ha dichiarato Massimo Monti, amministratore delegato di Alce Nero –. Per il marchio Alce Nero l’obiettivo minimo per quest’anno è di raggiungere un ulteriore incremento del 12%, anche se l’ottimo inizio del 2015 e i programmi di lancio di nuove referenze ci fanno essere ottimisti rispetto a risultati anche migliori. Questo nonostante la prima parte dell’anno sia risultata particolarmente complessa sul fronte della disponibilità di materia prima biologica, in particolare per quanto riguarda olio, farro e miele, a causa degli scarsi raccolti del 2014”.

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