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Alleviamo la salute, la nuova impresa di Coop

Al via una campagna che contrasterà l’utilizzo intensivo di antibiotici negli allevamenti da reddito. Già arrivate a scaffale le prime referenze del nuovo corso

Alleviamo la salute, è questo il nome del nuovo progetto di Coop che, affiancando le istituzioni e promuovendo un cambio sostanziale nelle proprie filiere, punta a contrastare l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti di animali da reddito. Si tratta di una campagna che parte dall’impegno del marchio rivolto alla tutela della salute delle persone e al benessere animale. Sono coinvolti in questa operazione, che procederà per step successivi, oltre 1.600 allevamenti e sugli scaffali sono già arrivati alcuni prodotti: la nuova linea di pollo a marchio Coop, i 5 avicoli speciali “Fior Fiore” ed entro l’estate due referenze di uova: tutti provenienti da animali allevati senza uso di antibiotici.

Gli step successivi del progetto “Alleviamo la salute”

Alleviamo la salute: i pilastri del progetto

Con questa scelta Coop intende promuovere un cambiamento sostanziale delle politiche gestionali e sanitarie degli allevamenti: evitare i trattamenti di massa (cercando di limitarli ai casi strettamente necessari, in seguito a diagnosi e prescrizioni veterinarie); selezionare gli antibiotici evitando l’utilizzo di quelli importanti per la medicina umana, al fine di prolungarne l’efficacia; favorire le buone pratiche di allevamento, basate sui principi di benessere animale e biosicurezza, affinché l’utilizzo responsabile e consapevole dei farmaci in zootecnia diventi una prassi consolidata. Questi sono alcuni dei pilastri su cui si fonda il nuovo progetto Alleviamo la salute di Coop. Occorre partire dagli allevamenti –spiega Marco Pedroni, Presidente Coop Italiaperché generando un’azione virtuosa su questi si arriva a prodotti migliori a scaffale e conseguentemente al consumatore. E’ un’azione che procederà per step, ma come Coop partiamo avvantaggiati perché abbiamo sempre riposto grande attenzione alla qualità delle filiere zootecniche. Ora alziamo ulteriormente l’asticella selezionando i partner migliori per l’attuazione delle buone pratiche. Favoriremo le buone pratiche di allevamento e garantiremo che l’uso degli antibiotici negli allevamenti sia ridotto e limitato ai casi di necessità, eviteremo l’uso degli antibiotici più critici impiegati nelle cure per l’uomo.

Referenze a scaffale

I primi risultati di questo impegno sono già arrivati a scaffale: il progetto “Alleviamo la salute” coinvolgerà intere linee di prodotto che si diffonderanno in tutta la rete di 1.100 punti vendita in Italia. Intanto la nuova etichetta “Allevato senza uso di antibiotici” è già presente da alcuni mesi sulle confezioni di faraona, cappone, gran gallo, galletto livornese e pollo all’aperto Fior Fiore Coop. A giorni debutterà anche la nuova linea di pollo Coop “Allevato senza uso di antibiotici” (si stimano a regime più di 10 milioni di capi coinvolti; a giugno, invece, sarà la volta delle uova da galline allevate a terra senza l’impiego di antibiotici (per un totale di circa 1 milione e 300.000 galline coinvolte in un anno). L’impegno comunque è di lunga scadenza e non si limita al pollame: le prossime filiere coinvolte, infatti, saranno il bovino e il suino.

Un impegno concreto

Tutti gli enti internazionali a partire dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dall’EFSA, oltre ai ministeri italiani competenti, hanno da tempo lanciato l’allarme riguardo la necessità di ridurre l’uso (se non l’abuso) non corretto degli antibiotici negli allevamenti di animali da reddito per preservare la salute pubblica. In questo senso “Alleviamo la salute” si colloca in un progetto più ampio di attenzione e sensibilità da parte di Coop verso il mondo animale: da anni, infatti, l’azienda collabora con le principali organizzazioni che si occupano di benessere animale come LAV e CIWF. L’ultima azione di Coop in quest’ambito è la richiesta, avanzata ai propri fornitori già a gennaio, di installare telecamere negli allevamenti e nei macelli: una prassi già in uso in alcune strutture in Italia e comune all’estero.

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