Beverage

Soft drinks: piacere da recuperare

Performance in calo per le bevande analcoliche zuccherate. Cambiano le modalità di consumo e cresce l’attenzione su zuccheri e salute

Tra affondi freddi e passaggi di perturbazioni, l’estate 2016 non sarà ricordata per la calura. Con la conseguenza che prodotti caratterizzati da una forte stagionalità come i soft drink ne hanno particolarmente risentito. In parte il calo era prevedibile, vista l’eccezionalità dell’estate precedente (e, ad oggi, di quella in corso), ma sulle performance influisce anche il nuovo trend salutistico che mette al bando l’eccesso di zuccheri. Così i produttori si allineano nel lancio sul mercato di nuovi prodotti analcolici più in linea con i mutati bisogni dei consumatori.

Tutti i numeri

Nel canale moderno, i soft drink hanno così registrato un andamento negativo sia a volume che a valore, rispettivamente di -5,6% e -5,2% rispetto all’anno precedente, secondo le rilevazioni di Nielsen Market Track, per un totale di 16,7 milioni di ettolitri e oltre 1,8 miliardi di euro. Una flessione che osservando i dati si mostra trasversale ai diversi segmenti (carbonates, sport e energy drink, succhi di frutta e tè pronto) ma trainata in particolare dalle bevande gassate (-4,4% a volume; -5,4% a valore) che, veicolando il 57,3% dei volumi, si confermano il primo segmento per rilevanza. A migliorare la situazione non è servito nemmeno l’aumento dell’intensità promozionale, cresciuta nei 12 mesi in media di 1,7 punti. Da segnalare inoltre il significativo contributo al trend negativo dei succhi di frutta (-5,6% a volume) e soprattutto del tè pronto, che ha perso in un anno il 9,4% dei volumi di vendita. Prezzo medio in leggero aumento (+0,9%) trainato da una decisa crescita di quello dei succhi (+2,9%), mentre per quanto riguarda i canali, pesante la flessione di vendite nel libero servizio: -9,1% a volumi e 9,2% a valore.