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Rotta verso il Canada, entra in vigore il Ceta

Come da previsioni oggi parte, seppur in modalità provvisoria, l'accordo di libero scambio con il Paese nordamericano. Si spera in una crescita delle esportazioni

Avversato da taluni, desiderato da altri, travagliato come si conviene a ogni trattato internazionale di libero scambio, il Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement) oggi è alla fine partito, seppur in modalità provvisoria perchè manca ancora la ratifica della maggior parte degli Stati membri della Ue, senza la quale non potrà diventare pienamente operativo. In Italia l’esame del trattato riprenderà il 26 settembre, ma il percorso di ratifica parlamentare, come prevede la nostra Costituzione, è ancora ad ostacoli perchè la stessa maggioranza non è compatta. Molte organizzazioni della cosiddetta “società civile”, e tra queste anche la Coldiretti, ad esempio, hanno chiesto il rigetto del trattato o la sospensione del processo di ratifica, in attesa almeno del pronunciamento della Corte europea di Giustizia presentato dal Belgio sull’introduzione del “tribunale ICS” (non sarà operativo, però, con la modalità provvisoria) davanti al quale potranno andare le aziende che si riterranno danneggiate da un provvedimento statale post accordo, per chiedere un risarcimento danni. Le prescrizioni ambientali sono l’esempio classico: norme troppo stringenti potranno essere rese inefficaci da questo tribunale, seppur a danno dei cittadini.

42 Dop e Igp riconosciute, abbattimento dei dazi

In attesa che tutto si chiarisca, però, il Ceta partirà, e con esso l’abbattimento del 98% dei dazi in vigore (90,9% è la percentuale per i soli prodotti agricoli, nel loro complesso). Ovvero uno dei punti qualificanti di questo trattato, che è rimasto in piedi dopo il blocco del Ttip. Ma quali sono le opportunità che aprirà, quantomeno per le aziende agroalimentari italiane, che già esportano per 1,2 miliardi di dollari canadesi (la prima voce è il vino)? Innanzitutto la protezione per la lista di 42 Dop e Igp (su 143 totali Ue) riconosciute (ma il parmesan sarà ancora permesso); poi la sparizione delle quote di import canadese ad eccezione dei prodotti lattiero caseari, ad esempio, sui quali rimarrà in vigore il vecchio sistema, ma con il tetto alle vendite dell’Ue che sarà alzato da circa 13 milioni a 31 milioni di chilogrammi per i formaggi (solo al di sopra scatteranno i dazi penalizzanti pari al 245,5% del valore indicato). L’Italia è il primo venditore di formaggi esteri in Canada con 4,7 milioni di chili esportati ed è in ottima posizione per cogliere l’opportunità. Se le attuali quote di mercato saranno mantenute nel corso dei prossimi anni, l’Italia potrebbe crescere a 10,2 milioni di chili, con l’innalzmento del tetto. Le carni bovine e suine rappresentano un’altra eccezione: le liberalizzazioni saranno infatti minime, mentre il pollame e le uova, manterranno i dazi attuali.

Commissione Ue: i cittadini saranno tutelati

La Commissione Europea ha cercato di rassicurare anche in consumatori. Il Ceta, dice Bruxelles, non modificherà il modo in cui l’Ue disciplina la sicurezza alimentare, per quanto riguarda ad esempio i prodotti geneticamente modificati o il divieto di commercializzare carne bovina trattata con ormoni. Cecilia Malmstrom, commissaria Ue per il Commercio, ha dichiarato: Per i nostri esportatori la situazione sta per cambiare. L’entrata in vigore a titolo provvisorio dell’accordo consente alle imprese e ai cittadini dell’Ue di iniziare da subito a cogliere i vantaggi che offre. Per l’economia globale si tratta di un segnale positivo in grado di favorire la crescita economica e l’occupazione. Il Ceta è un accordo moderno e innovativo che sottolinea il nostro impegno a favore di un commercio libero ed equo fondato su valori e contribuisce a plasmare la globalizzazione e le regole che disciplinano il commercio globale. L’accordo rafforza considerevolmente le nostre relazioni con il Canada, un partner e alleato strategico con cui condividiamo profondi legami storici e culturali.

Gli oppositori: meno controlli, più commercio indiscriminato

Gli oppositori non la pensano così: secondo loro il Ceta porterà all’abbattimento di tutti quegli standard, controlli, regole, requisiti di sicurezza e normative che proteggono la nostra salute, ambiente, lavoro, qualità della vita, dei prodotti e dei servizi ma che, rappresentando un costo per le aziende, potrebbero essere azzerati da domani perché costituiscono un “immotivato ostacolo al commercio”, come si legge nell’accordo. Nel frattempo, rotta verso il Canada, scoperto nel 1497 proprio da un italiano, Giovanni Caboto. Porterà fortuna alle nostre imprese? Si vedrà.

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