Condimenti

Spezie: il gusto del benessere

Crescita inarrestabile per il segmento, mentre arretrano gli aromi. I trend trasversali sono ancora una volta il biologico e il vissuto al limite del salutistico di alcuni prodotti

Non danno segnali di crisi le spezie, che fra i cooking aids sono le più amate sia per il loro storico vissuto esotico ed ‘epicureo’, sia per gli aspetti salutistici che molte di esse possono vantare. Flette invece il settore degli aromi e degli insaporitori, eccezion fatta per le referenze iposodiche. Secondo i dati Nielsen, nell’anno terminante al 13 agosto 2017, rispetto al periodo corrispondente del 2016, la categoria spezie e aromi ha generato a totale Italia un giro d’affari di 140 milioni di euro, con 87 milioni di pezzi, mostrando un trend del +1,1% a volume e del +3,3% in termini di fatturato.

Tutti i numeri

Le spezie sono il segmento che traina la crescita del comparto drogheria (+2,7% a volume e 5,0% a valore) con un incremento del prezzo medio del 2,2 per cento. La crescita è presente in tutte le aree e in tutti i canali. Nei super, che generano il 38% dei volumi, il trend è particolarmente positivo con un incremento del 4,8% a volume e del 6,8% a valore. Seguono i discount che crescono del +3,6% a valore e che hanno un peso pari al 23,5%. In generale si assiste ad un aumento del prezzo medio, sia di quello €/Kg che a confezione, e a un allargamento dell’assortimento, soprattutto negli iper e super, dove si riscontra un calo dell’attività promozionale. Seppur con un peso molto ridotto, la leva cresce nei liberi servizi e nel discount. In termini di segmenti, sono stabili a volume le vendite dei principali, tra cui pepe (+0,2%) e peperoncino (+0,4%). Cannella (+3,4%), noce moscata (+1,9%), curcuma (+41%) e zenzero (+26,9%) sono in ripresa rispetto allo scorso anno. Andamento di segno opposto, invece, per gli aromi. Nell’anno terminante il 13 agosto 2017, rispetto al periodo corrispondente del 2016, il mercato degli aromi registra un trend in calo sia nei volumi che nel fatturato, con vendite pari a 15,2 milioni di pezzi (-2,9%) e 23,9 milioni di euro (-0,6%). I prezzi medi salgono (sia quello €/Kg che a confezione), ma cala l’assortimento a scaffale. Unica eccezione è rappresentata dagli iper che mantengono stabile il numero medio di referenze presenti. In termini di imballaggio, sono in calo i volumi degli aromi in busta (-13,6%), astuccio (-4,1%) a differenza dei barattoli e dei vasi che registrano crescite rispettivamente del 4,0% e del 13,8 per cento.