Il successo del pecorino etico solidale Biraghi

Un anno di accordo di filiera tra l’azienda e Coldiretti Sardegna: l’audacia premiata dal successo nazionale
Il successo del pecorino etico solidale Biraghi

Oltre 120 tonnellate di materia prima acquistate da cooperative di produttori sardi, 2.500 punti vendita delle maggiori catene di GDO coinvolti nell’operazione in Italia, 1.300.000 confezioni vendute. E sul packaging, un messaggio a chiare lettere: ricetta tipica al Pecorino / 100% latte italiano / senza conservanti / PRODOTTO ETICO SOLIDALE / questo pecorino paga il giusto prezzo ai pastori. Non è solo un’etichetta questo messaggio in cui ogni singola parola pesa. È la fotografia di un accordo di filiera, quello con Coldiretti Sardegna, che qualche anno fa sarebbe sembrato audace o impossibile. È una dichiarazione impegnativa e programmatica per l’azienda. Impegnativa verso l‘intera catena del valore: produzione, trasformazione, distribuzione, consumatore finale. Programmatica perché lascia sottintendere un lungo orizzonte temporale e altri progetti.

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Luca Saba, Claudio Testa e Battista Coalbu

I numeri di una sfida vinta

Per il Pecorino Etico Solidale Biraghi è stato un anno di sfida. Sfida vinta: parlano i numeri. Li ha comunicati orgogliosamente il direttore marketing Claudio Testa – affiancato dai rappresentanti di Coldiretti Sardegna Luca Saba e Battista Coalbu – a Torino il 16 giugno scorso in occasione della tre giorni del Villaggio Coldiretti. Ma cosa succederà il prossimo anno con la GDO? Succederà che mentre l’anno scorso le catene hanno visto l’eccezionalità del progetto e ci hanno creduto, quest’anno potremo tornare da loro e convincerle con dei numeri in mano – ha dichiarato Testa. E cosa succederà con i consumatori? Ci hanno premiato. Hanno infatti apprezzato la ricetta del Pecorino Etico Solidale che, con il 70% di pecorino e il 30% di formaggio stagionato Gran Biraghi, è stata studiata per avvicinare il maggior numero di persone possibile a un formaggio dal carattere più pungente. Ma oltre al gusto, hanno dimostrato di comprendere il valore di una materia prima italiana, regionale e autentica, remunerativa per tutti, buona per tutti.

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