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Alimentare: il clima pazzo spinge l’inflazione

Gli eventi estremi hanno causato danni all’agricoltura per mezzo miliardo nella prima metà del 2018, facendo aumentare i prezzi delle produzioni estive

A spingere l’inflazione nel carrello della spesa sono anche gli aumenti dei prodotti alimentari rispetto allo scorso anno, dal vino (+6,9%) alla pasta (+6%), dalla frutta (+8%) alla verdura (+2,9%) anche per effetto del clima impazzito che ha fatto sparire quest’anno dagli alberi un frutto su quattro. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti sulla base dei dati Istat sull’andamento dei prezzi ad agosto. Quest’anno si contano, ad oggi, oltre mezzo miliardo di danni in agricoltura per le anomalie climatiche che hanno decimato i raccolti, senza contare la temperatura superiore di 1,46 gradi rispetto alla media storica nei primi sette mesi dell’anno.

GRANO E PASTA

Nonostante l’aumento dei pezzi della pasta le quotazioni del grano sono ancora insoddisfacenti per gli agricoltori italiani, che per il maltempo hanno subito una riduzione della produzione di grano di circa il 10% rispetto allo scorso anno. Se non altro, la qualità è salva grazie a un buon contenuto proteico. In calo anche il raccolto in Europa dove la siccità ed il caldo hanno “bruciato” la produzione di grano tenero per pane e biscotti del 10% rispetto allo scorso anno, mentre per il grano duro destinato alla pasta la riduzione è contenuta al 4%. A livello internazionale la produzione è in sofferenza dalla Russia all’Ucraina, dagli Stati Uniti al Canada, dall’ Australia alla Turchia.

FRUTTA ESTIVA

Per la frutta estiva il crollo ha coinvolto i raccolti in tutta Europa – dalle albicocche alle susine, dalle pesche alle nettarine fino alle susine – a causa dell’andamento stagionale anomalo con gelate e grandine. Una situazione difficile per i coltivatori in Italia, dove si stima un raccolto di pesche in calo di oltre il 20% nel Mezzogiorno e del 15% al Nord e una ridotta disponibilità anche per le susine; si stimano circa il 20% di albicocche in meno nei frutteti in Emilia-Romagna, Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia, Piemonte e Calabria. In queste condizioni, per ottimizzare la spesa il consiglio della Coldiretti è verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti e comprare direttamente dagli agricoltori.

VINO

Per il vino è iniziata ad agosto la vendemmia 2018. La produzione è prevista in aumento tra 10% e il 20%, con circa 46/47 milioni di ettolitri rispetto ai 40 milioni dello scorso anno. L’andamento anomalo dei raccolti di quest’anno conferma i cambiamenti climatici in atto, che si manifestano con una più elevata frequenza di eventi estremi e sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense e il rapido passaggio dal caldo al maltempo. Una situazione che impatta sull’economia e rappresenta anche una sfida anche per i consumatori che sono costretti a fare i conti con inflazione e fluttuazioni anomale nei prezzi dei prodotti che mettono nel carrello della spesa.

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