Barilla e Rana brevettano la pasta

Le due società italiane hanno ottenuto negli ultimi mesi la protezione internazionale per una serie di nuovi formati che saranno quindi esclusivi

Essere unici, inconfondibili e inimitabili non è un privilegio della pasta italiana. Non parliamo della qualità dei prodotti, universalmente riconosciuta, ma delle forme del primo piatto più amato degli italiani (e non solo). Penne, spaghetti, fusilli, ma anche tortellini, agnolotti e ravioli sono patrimonio comune della nostra cucina e non esclusivo di alcun produttore né dell’industria pastaia. Il loro valore non sta tanto nelle forme geometriche quanto nelle ricette cui i vari formati sono associati per tradizione. Penne all’arrabbiata, trenette al pesto, tortellini in brodo, spaghetti alla chitarra, orecchiette con le cime di rapa e le altre mille preparazioni che la creatività italiana ha saputo sviluppare e che hanno fatto la fortuna di questo prodotto anche all’estero. A volte è avvenuto il contrario: le Fettuccine Alfredo, nate in Italia, hanno avuto molto più fortuna all’estero – negli Stati Uniti – tanto da non venir più associate alla nostra tradizione.

Barilla 3d a-pasta

 

PASTA BREVETTATA NEGLI USA PER BARILLA E RANA

Ma c’è chi, come Barilla e Giovanni Rana, ha voluto intraprendere una strada nuova per (ri)dare valore alle forme della pasta in sé, rendendole patrimonio aziendale, ottenendo la protezione internazionale da parte dell’Ufficio brevetti americano per lo sviluppo di nuovi formati esclusivi. La multinazionale di Parma, leader di mercato in America nella pasta, è riuscita a farsi approvare il design esclusivo di ben sette nuovi formati di pasta nati dal progetto di sviluppo di una stampante 3D, che potrebbe aprire una nuova strada nell’approccio al consumo di questo prodotto. La stampante era stata presentata un paio di anni fa, pensata per la ristorazione che avrebbe potuto produrre on demand dei formati molto fantasiosi di pasta. Barilla ha continuato a lavorare sullo sviluppo di questa idea e la richiesta di una protezione per questi nuovi formati potrebbe essere un tassello di una strategia di sviluppo commerciale.

IL DESIGN DELLA PASTA

I formati brevettati sono stati studiati e sviluppati da designer italiani e internazionali, vere e proprie firme nel loro ambito. A fare da trait d’union Antonio Gagliardi, che ha lavorato in Barilla fino al 2017 nel dipartimento di ricerca e sviluppo. Da questo lavoro sono nate forme a bocciolo di rosa, a cestino di vimini, a fiocco di neve, ecc. Tutti disegni ora di esclusiva proprietà di Barilla che in un futuro potranno, forse, essere sviluppati commercialmente attraverso la distribuzione delle stampanti in 3D.

pasta-lily Barilla 3d

 

I FORMATI ESCLUSIVI DI GIOVANNI RANA

Negli stessi mesi nei quali Barilla otteneva la protezione dell’ufficio brevetti anche Giovanni Rana, che negli Stati Uniti sviluppa una parte consistente dei propri ricavi, è riuscita a proteggere quattro forme di ravioli di cui si è intestato la titolarità del disegno proprio il fondatore Giovanni. Si va dall’amigdala ad un simil pallone da rugby, a una farfalla stilizzata ecc. Non è la prima volta che la società provvede alla protezione del design di uno dei sui prodotti. Già nel 2012 e 2013 erano state brevettate altre forme di ravioli – in questo caso l’inventore fu Gian Luca Rana – poi utilizzate.

L’OLIO DI DE CECCO

Nessun brevetto americano per De Cecco, altro big della pasta italiana molto conosciuto Oltreoceano. Negli ultimi anni l’unico modello di design di cui la società ha ottenuto la protezione è una bottiglia utilizzata dalla società per la sua linea di oli extravergini d’oliva, disegnata da Saturnino De Cecco.

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