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In vigore l’accordo di libero scambio UE-Giappone

L’aumento delle quote di formaggi freschi e il progressivo taglio delle barriere tariffarie per quelli duri aprono ottime prospettive per i prodotti italiani. Al via l’attività promozionale di ICE Tokyo e Assolatte

È il più importante accordo commerciale di libero scambio mai siglato dall’Unione Europea, diventa operativo da oggi ed è destinato a cambiare completamente i rapporti tra Unione Europea e Giappone. Con l’entrata in vigore del JEFTA per le aziende lattiero-casearie italiane sarà più facile vendere i loro prodotti in Giappone e soddisfare, quindi, la domanda di un Paese che negli ultimi anni è diventato un grande appassionato di prodotti italiani, a partire dai formaggi. L’accordo prevede un progressivo abbattimento delle barriere tariffarie per i formaggi duri – oggi assoggettati a un dazio che sfiora il 30% del loro valore – e un aumento dei contingenti per l’importazione di formaggi erborinati, freschi, fusi e molli.

I VANTAGGI DEL LIBERO SCAMBIO

Il JEFTA ci mette nelle condizioni di migliorare la nostra presenza su un mercato già molto importante per le esportazioni casearie italiane, visto che il Giappone è la nostra terza destinazione extra-UE – afferma Giuseppe Ambrosi, presidente di Assolatte -. La liberalizzazione tariffaria per i prodotti caseari e la tutela delle nostre Indicazioni Geografiche previsti dall’accordo contribuiranno ad aumentare le esportazioni di formaggi italiani in Giappone, che è il primo acquirente di formaggi al mondo”.

EXPORT CASEARIO ITALIANO IN GIAPPONE

Sempre secondo Assolatte, nel 2018 le imprese italiane hanno esportato in Giappone oltre 10mila tonnellate di formaggi, il 9% in più rispetto all’anno precedente. In valore l’export sfiora i 68 milioni di euro. L’Italia è il primo fornitore europeo di formaggi in Giappone e il quinto al mondo, e guida – con il Gorgonzola – la classifica dei formaggi erborinati, di cui detiene il 52% del mercato nipponico. “Uno degli aspetti più interessanti del JEFTA – prosegue Ambrosiè che, dalla fine del periodo di implementazione, i contingenti aumenteranno al crescere del consumo dei formaggi europei in Giappone. Noi imprenditori italiani sfrutteremo il lavoro fatto finora per aumentare la distanza dalla concorrenza. Siamo in grado di farlo e lo abbiamo già dimostrato in Canada con il CETA”.

INDICAZIONI GEOGRAFICHE E AZIONI PROMOZIONALI

Sono formaggi ben 10 delle 44 Indicazioni Geografiche italiane che vengono tutelate in Giappone grazie all’accordo di libero scambio: Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Mozzarella di Bufala Campana, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Provolone Valpadana, Taleggio. Non tutte godranno di una piena e immediata tutela. Alcune sono soggette ad una deroga temporanea che consente il porzionamento e il confezionamento in loco, concesso per soddisfare le esigenze commerciali degli operatori giapponesi. Per accrescere l’interesse per i formaggi italiani, ICE Tokyo e Assolatte hanno elaborato un piano promozionale da 480mila euro. Sono previste azioni educational, con particolare riguardo al canale Horeca e alle grandi catene di ristorazione, oltre alla GDO e agli operatori locali.

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