Ortofrutta

Cina, ancora no all’import di mele, pere e uva dall’Italia

L’allarme di Coldiretti in occasione della firma del memorandum con l’Italia per l’ingresso nella nuova Via della Seta. Intanto, però, il primo carico di arance siciliane ha raggiunto Ningbo

Mele, pere e uva da tavola Made in Italy sono ‘vietate’ in Cina, che non ne permette l’ingresso per mezzo di barriere commerciali. E’ quanto denuncia Coldiretti alla vigilia della firma dell’accordo sulla nuova Via della Seta in occasione della visita in Italia da parte del presidente cinese Xi Jinping. Se infatti nel 2016 è stato rimosso il bando sulle carni suine italiane e nel 2018 le frontiere si sono aperte in Cina per l’erba medica, al momento per quanto riguarda la frutta fresca l’Italia può esportare in Cina solo kiwi e agrumi, sbloccati solo di recente.

ARANCE SICILIANE, PRIMO CARICO IN CINA

A questo proposito, le arance siciliane qualità moro e tarocco sono arrivate per la prima volta in Cina martedì sera, lungo la Via della Seta marittima. Il primo carico, partito a fine gennaio da Catania ha raggiunto Ningbo, nello Zhejiang, dove il 23 marzo si terrà una cerimonia inaugurale. Nello stesso giorno a Roma, durante la vista del presidente Xi Jinping, ci sarà la firma dell’accordo sull’export di agrumi. “Sono due container di 40 piedi da 40 tonnellate totali”, dice Salvo Laudani, marketing manager della Oranfrizer, la società che ha promosso l’iniziativa.

ORTOFRUTTA TRA CINA E ITALIA

La Cina – sottolinea Coldiretti frappone ostacoli per motivi fitosanitari e chiede assicurazioni sull’assenza di patogeni della frutta (insetti o malattie) non presenti sul proprio territorio con estenuanti negoziati e dossier che durano anni e che affrontano un prodotto alla volta. L’aspetto paradossale di questa vicenda è che mentre i prodotti italiani sono bloccati, non solo il Paese asiatico può esportare nella Penisola pere e mele, ma in Italia si è anche verificata una vera invasione di pericolosi insetti alieni dannosi alle coltivazioni di provenienza, più o meno diretta, dalla Cina. Dal moscerino killer dagli occhi rossi (Drosophila suzukii) che attacca ciliegie, mirtilli e uva al cinipide del castagno (Dryocosmus kuriphilus) che ha decimato i boschi nazionali fino alla cimice asiatica (Halyomorpha halys) che, distruggendo i raccolti nei frutteti e negli orti, è arrivata anche nelle case in città”.

IMPORT ED EXPORT DI FOOD

Secondo uno studio Coldiretti su dati Istat, le importazioni agroalimentari dal gigante asiatico hanno superato del 35% il valore delle esportazioni Made in Italy del settore nel 2018, a conferma della necessità di un riequilibrio dei rapporti commerciali. Le esportazioni di prodotti alimentari Made in Italy in Cina hanno raggiunto nel 2018 il valore di 439 milioni di euro, più che triplicate negli ultimi 10 anni (+254%) ma ancora molto inferiori alle importazioni che sono state pari a 594 milioni, dalle conserve di pomodoro ai prodotti biologici.

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