RETAIL

Salute e sostenibilità, in UK il pioniere è Iceland

La catena britannica specializzata nei surgelati studia il rapporto tra product placement e scelte d’acquisto più sane. E intanto elimina la plastica

Alla base di un recente studio del National Institute for Health Research britannico c’è l’idea che esporre prodotti salutistici all’ingresso dei supermercati possa favorire scelte d’acquisto più sane. Per questo l’istituto ha stanziato 630mila sterline, organizzando un’indagine su larga scala che coinvolgerà 36 store dell’insegna Iceland. I layout di questi negozi, quindi, saranno ripensati in modo da collocare l’healthy food negli spazi anteriori più visibili e trafficati, a cominciare dall’offerta di frutta e verdura fresca. Un team di ricercatori dell’Università di Southampton, poi, monitorerà le reazioni di 1.620 donne clienti, di età compresa tra i 18 e i 45 anni, rivelando così se il product placement abbia effetti anche sui modelli di consumo e sulle abitudini a tavola. L’obiettivo, del resto, è individuare nuove strategie che possano stimolare le famiglie a mangiare meglio, soprattutto nell’ottica di contrastare il dilagante fenomeno dell’obesità infantile.

DA ICELAND STOP ALL’USO DELLA PLASTICA

Iceland, dopo aver messo al bando l’olio di palma, recentemente ha promesso di rimuovere completamente gli imballaggi in plastica dalla sua offerta a marchio entro il 2023. Il tutto si svolgerà attraverso una strategia di persuasione diretta ai consumatori, secondo la quale i prodotti plastic free avranno un prezzo inferiore rispetto agli equivalenti con pack plastificato.

CLIENTI SEMPRE COINVOLTI

L’intera operazione sarà inoltre sostenuta dalla nuova campagna #TooCoolForPlastic, mentre ogni step verrà costantemente monitorato raccogliendo il feedback dei clienti e condividendolo poi anche con il governo britannico. Attualmente, l’80% degli shopper approva il percorso. Nei piani del rivenditore, intanto, c’è un nuovo progetto green dedicato alla pesca sostenibile.

UNO SPOT CONTROVERSO

Il rivenditore, inoltre, ha beneficiato di un’inattesa ondata di popolarità durante le scorse festività natalizie, quando il suo spot televisivo contro l’olio di palma è stato vietato dalle autorità competenti, perché ritenuto troppo politicizzato. Il video, che denuncia il problema della deforestazione, ha poi ottenuto milioni di visualizzazioni su YouTube e sui social media, contribuendo non poco a spingere le vendite dell’ultimo trimestre.

© Riproduzione Riservata