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Vino italiano, il fatturato 2018 sale a +7,5%

In concomitanza con Vinitaly 2019, sul podio dei maggiori produttori per fatturato salgono Cantine Riunite-Giv, Caviro e Antinori

Il fatturato aggregato delle 168 società italiane produttrici di vino è cresciuto nel 2017 del 6,3%, media dello sviluppo del fatturato estero (+7,7%) e di quello nazionale (+4,9%). Si tratta del terzo anno di forte ripresa dopo il ristagno del 2014 (+0,5%). I pre-consuntivi del 2018 segnalano un’accelerazione della crescita con un +7,5% le vendite totali, +9,9% in Italia, +5,3% oltre confine. E’ quanto emerge, mentre è in corso Vinitaly 2019, dall’indagine annuale sul settore vinicolo dell’Area Studi Mediobanca, che analizza i volumi aggregati del periodo 2013-2017 delle 168 principali società italiane operanti nel settore.

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LA CRESCITA DEL VINO ITALIANO PER SETTORE E COMPARTI

Buona performance sia per il settore degli spumanti, che avanza del 7,1% con incrementi del 7% sul mercato domestico e del 7,2% sull’estero, sia degli altri vini che si incrementano del 7,6%, del 10,8% in Italia e del 5,0% fuori dai confini nazionali. Rispetto al 2013 l’incremento del fatturato è ancora più evidente (+27,1% in cinque anni), così come l’aumento dell’export (+31,9%) e del fatturato domestico (+22,4%). Tra i comparti, il maggiore sviluppo nel fatturato lo registrano le cooperative (+9,2% sul 2017), trainate dal mercato interno (+13,6%). Le SpA e le SrL sono in crescita del 6,7% (+7,0% all’estero), mentre gli spumanti e il ‘vino non spumante’ crescono rispettivamente del 7,1% e del 7,6%: i primi grazie all’export (+7,2%) e i secondi spinti dalle vendite domestiche (+10,8%).

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vino rosso-Canada-export-meditazione

OCCUPAZIONE

Bene anche l’occupazione, cresciuta del 3,7% sul 2017, con le SpA e le SrL (+6,1%) e gli spumanti (+5,8%) davanti ai non spumanti (+3,4%). Meno netto l’incremento della forza lavoro per le cooperative (+1,6%). Sul fronte investimenti, il 2018 conferma la vivacità degli operatori, che registrano un +25,9% rispetto all’anno precedente. A distinguersi, in particolare, sono i vini non spumanti (+30,4%), seguiti dagli spumanti (+10,8%).

PRODUTTORI

I tre maggiori produttori per fatturato nel 2018 sono stati il gruppo Cantine Riunite-Giv (615 milioni di euro, +3,1% sul 2017), Caviro (330 milioni, +8,6%) e Antinori (230 milioni, +4,5% sul 2017). Seguono Fratelli Martini, che nel 2018 ha realizzato una crescita del 14,7% portandosi a 220 milioni di euro, e Zonin a 202 milioni di euro (+2,9%). Anche il 2018 incorona Cantine Riunite-GIV, che si riconferma prima per fatturato (615 mln, +3,1% sul 2017), seguita da Caviro (330 mln, +8,6%) e dal primo gruppo non cooperativo, Antinori (230 mln, +4,5%). Ai piedi del podio Fratelli Martini (220 mln, +14,7%,) passato dalla quinta alla quarta posizione e Zonin (202 mln, +2,9%,). Botter (195 mln, +8,3%) è sesta, seguita da Cavit (+4,4%, 190 mln), stabile al settimo posto Mezzacorona (188 mln, +1,9%). Chiudono la Top10 Enoitalia (182 mln, +7,6%) e Santa Margherita (177 mln +4,6%). Dieci le società che hanno realizzato nel 2018 un aumento dei ricavi a due cifre: Cantine Ermes (+34,2%), Vivo Cantine (+19,8%), Soave (+19,2%), Cevico (+16,3%), Vignaioli Veneto Friulani (+15,9%), Fratelli Martini (+14,7%), Ponte di Piave (+14,5%), Frescobaldi (+13,3%), Contri (+10,1%) e Mionetto (+10,0%).

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