Meno promozioni in Gdo, ma c’è un perché

Nelle principali catene, dall’inizio dell’emergenza le offerte riguardano meno del 20% dei prodotti
Meno promozioni in Gdo, ma c’è un perché

Alla fine di marzo, sconti e promozioni nella Gdo hanno toccato il minimo degli ultimi 20 anni. A metterlo in evidenza è il Sole 24 Ore.

Secondo i dati Nielsen, la pressione promozionale della Gdo italiana è calata fino ad attestarsi al di sotto del 20%, contro il 26% che aveva caratterizzato il periodo precedente all’emergenza da pandemia di Covid-19. Il picco delle offerte risale al 2014, quando quasi un terzo dei prodotti venduti nella grande distribuzione era in offerta.

MENO PROMOZIONI IN GDO: ECCO PERCHÉ

Per trovare un livello così basso di offerte promozionali bisogna tornare alla fine dello scorso millennio, nell’era pre-euro – afferma Romolo De Camillis, Retailer service director di Nielsen Connect in Italia -. Registriamo meno promozioni nel carrello della spesa. Alcune tra quelle pianificate sono state cancellate per indisponibilità delle merci o per evitare di dover gestire dei picchi di vendite. Inoltre, l’esplosione degli acquisti nei supermercati piccoli e di prossimità, dove le promozioni sono più contenute, ha contribuito alla riduzione della pressione. Il calo delle offerte ha aumentato il livello dei prezzi nonostante molte catene abbiano bloccato i listini per quelle merci non vendute in promozione”.

LA REAZIONE DELLE INSEGNE

Secondo Domenico Brisigotti, direttore commerciale area Food di Coop Italia, “la tendenza aumenterà nelle prossime settimane. E’ cambiato il modo di fare la spesa con una maggiore velocità prestando più attenzione alla sicurezza che alle offerte”. Il trend sembra anche influenzato dalla difficoltà nel raggiungere i negozi più grandi al di fuori dei centri urbani. Proprio quelli caratterizzati da una maggiore pressione promozionale.

Non ci sono state variazioni alle iniziative promozionali – sostiene il Direttore generale di Conad Francesco Avanzinima la pressione complessiva è calata perché gli acquisti delle famiglie si sono concentrati su prodotti che non erano oggetto delle nostre promozioni”. Una conferma in questo senso arriva da Esselunga: “Non abbiamo diminuito il numero dei prodotti e nemmeno la frequenza delle campagne. Ma c’è stato un calo delle vendite dei prodotti in offerta, perché i clienti hanno preferito quelli di prima necessità”.

Altre insegne, come Basko, hanno invece rimodulato le offerte. “Abbiamo rivisto le promozioni in funzione delle disponibilità dell’industria di marca, che non riusciva a fare fronte ai volumi richiesti visto che a marzo le vendite sono cresciute di un quarto. Per i prodotti con i nostri brand la promozionalità è calata di due punti. Inoltre abbiamo rimodulato l’offerta dei prodotti LCC, dove la pressione è calata di 8 punti percentuali”.

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