Agrifood Forum: best practices per un’alimentazione sostenibile

Il dibattito tra istituzioni, associazioni e imprese del settore agroalimentare nazionale ha fatto il punto su come produrre meglio e impattare meno sull'ambiente.
Agrifood Forum: best practices per un’alimentazione sostenibile

Il dato è tratto: per un pianeta più sostenibile non si può prescindere da un’alimentazione e da un’agricoltura a basso impatto ambientale.
Al tema è stato dedicato il primo Agrifood Forum italiano, una conferenza digitale organizzata da Rinnovabili.it, il quotidiano sulla sostenibilità ambientale, con la collaborazione di Santa Chiara Lab dell’Università di Siena.
Al dibattito hanno partecipato attori del settore agroalimentare, consapevoli che il 2021 sarà un anno di svolta per la rotta futura in materia di agricoltura e alimentazione. A partire dal Food System Summit di New York a settembre, un vertice mondiale sui sistemi alimentari, preceduto da un pre-summit a Roma a luglio.

L’IMPORTANZA DELL’INNOVAZIONE

C’è sempre più la necessità di accelerare la trasformazione dell’agrifood globale, affinché diventi più sano, ecologico ed efficiente. Istituzioni, mondo della ricerca, associazioni e imprese si stanno muovendo in questa direzione. Essere green non fa bene solo ambiente, ma anche all’economia. Le aziende sostenibili sono quelle che innovano di più, sono più resilienti e offrono maggiori opportunità di occupazione. Il rispetto dell’ecosistema quindi rende l’economia più forte più competitiva e generatrice di futuro.
In questo scenario gioca un ruolo chiave l’energia elettrica. Nel campo delle rinnovabili si è iniziato a investire in agrovoltaico, una soluzione tecnologica che concilia la produzione di energia con l’uso sostenibile del suolo e la tutela della biodiversità.

“Abbiamo lanciato un programma di dimostrazioni – ha raccontato Giovanni Tula, Responsabile Sostenibilità Enel Green Powerin parallelo in Spagna, Italia e Grecia per integrare la produzione di energia solare con le attività agricole e zootecniche. Sposando l’approccio Open Innovability abbiamo coinvolto partner che vengono dal mondo della ricerca, dell’industria, delle start up e del non profit per individuare attività agricole e tipi di allevamento che possano convivere al meglio con i parchi solari senza stravolgere la disposizione degli impianti”.
Il risultato delle sperimentazioni permetterà di individuare la soluzione di impianto solare migliore per l’agri-zoologia e del relativo modello di business, considerando l’area climatica e l’analisi del contesto sociale, economico e ambientale.

LA SFIDA DEL BIOLOGICO

Gli effetti dei cambiamenti climatici, responsabili anche di manifestazioni climatiche estreme, mettono a dura prova gli agricoltori, che vedono danneggiato in poco tempo il lavoro di mesi. Se è vero che le produzioni agricole e la zootecnia sono responsabili una fetta grande del cambiamento climatico è anche vero che l’agricoltura biologica è meno impattante.

“Al contrario di ciò che si potrebbe pensare, l’agricoltura bio rappresenta un’evoluzione dal punto di vista dimensionale, tecnologico e della capacità di fare agricoltura. Ma c’è ancora molto da fare per essere più efficienti– ha osservato Massimo Monti, Amministratore Delegato di Alce Nero -. In Italia, la dimensione media dell’azienda agricola biologica è di 30 ettari, contro i 7 di quella convenzionale. L’età media dell’imprenditore agricolo biologico è inferiore ai 45 anni, quella dell’imprenditore agricolo convenzionale arriva ai 65 e spesso non c’è speranza di un cambiamento generazionale. Dal punto di vista della scolarizzazione, poi, gli imprenditori laureati delle aziende agricole biologiche sono circa 4 volte più di quelli delle aziende convenzionali”.  Che cosa si può fare ancora? Fare sistema, lavorare più assieme e investire di più in un’agricoltura a basso impatto ambientale.

LA DIGITALIZZAZIONE ALLEATA DELL’AMBIENTE

Per realizzare un piano industriale è orientato alla sostenibilità a 360° non è possibile pensarlo o realizzarlo senza innovazione. Granarolo ha accelerato il processo di modernizzazione di tutta la filiera agroalimentare e in particolare di quella del latte.

Si è investito ulteriormente nella gestione digitale dell’azienda. Nelle stalle è stato avviato un ammodernamento che procederà nei prossimi anni. Le stalle moderne – ha commentato Gianpiero Calzolari, Presidente Gruppo Granarolosaranno sempre più robotizzate, consumeranno meno acqua, produrranno più biometano e vedranno l’ingresso dei giovani. Agronomi veterinari, ingegneri gestionali, figli di allevatori, che magari 30 anni fa studiavano per abbandonare l’agricoltura, oggi studiano per fare gli agricoltori, sfruttando la tecnologia. Se riuscissimo a collegare il valore del made in Italy, quando parliamo di food, alla sostenibilità della produzione aumenteremmo ulteriormente la credibilità dell’offerta”.
Durante il lockdown Granarolo ha innovato il sistema distributivo aziendale con introducendo il nuovo portale di e-commerce Spacciogranarolo.it, un outlet del fresco con prodotti in scadenza, così da contrastare la lotta agli sprechi.

OBIETTIVI AMBIENTALI SFIDANTI

La sostenibilità per un’azienda è un equilibrio tra esigenze diverse. Vanno intrecciate innovazione, qualità e sicurezza alimentare. Ponti dal 2015 stila il report di sostenibilità. E dal 2017 ha incrociato i propri obiettivi con quelli dell’Agenda 2030 dell’Onu per sentirsi parte di uno sforzo comune. “Negli anni – ha detto Lara Ponti, CEO Ponti abbiamo investito per ridurre l’impatto dei nostri consumi. Ad esempio, tutta l’energia elettrica utilizzata proviene da fonti rinnovabili, abbiamo ridotto l’utilizzo di acqua introducendo nuove tecnologie, monitoriamo annualmente i consumi energetici per individuare le strategie di miglioramento. Lo scorso anno abbiamo ridotto del 30% i rifiuti non riciclabili. Complessivamente stiamo utilizzando la tecnologia e l’innovazione per ridurre l’impronta ambientale e stiamo approntando il nuovo piano di sostenibilità con nuovi obiettivi sfidanti. Di fatto la sostenibilità è un percorso, un obiettivo di miglioramento continuo che bilanci ciò che un’azienda consuma con quanto riesce a restituire ai territori”.

LA SOSTENIBILITÀ DELLA FILIERA

illycaffè è la prima azienda italiana del caffè ad aver ottenuto la certificazione B Corp. E’ assegnata alle organizzazioni che si impegnano a rispettare alti standard in campo sociale, ambientale, di trasparenza e di responsabilità. Il merito è di fare impresa conciliando l’economia con l’etica.
È stato intrapreso un percorso di certificazione B Corp a coronamento dell’impegno a mantenere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, promuovendo un modello di business orientato alla creazione di valore sostenibile nel lungo termine, ha raccontato Andrea Illy, Presidente illycaffè.

CAMPUS PERONI

L’unione fa la forza. E Campus Peroni è nato per mettere insieme il mondo della formazione, della ricerca, dell’impresa e delle start-up innovative per contribuire allo sviluppo green dell’agroalimentare. A partire da quest’anno l’orzo italiano, per la produzione della birra Peroni, sarà tracciato in blockchain e le informazioni accessibili in etichetta tramite QR code. Vogliamo valorizzare l’italianità e la sostenibilità della nostra filiera rendendola visibile attraverso la tecnologia della blockchain – ha spiegato Enrico Galasso, AD Birra Peroni –. Il che ci consente di rispondere alla crescente domanda di trasparenza che viene dai consumatori. Ma ci permette di fare un ulteriore passo in avanti nelle nostre strategie di sostenibilità. Il fatto che tutti ci stiamo dando obiettivi ambiziosi ci fa ben sperare sul fatto che lavorando tutti insieme si raggiungeranno gli obiettivi di sostenibilità di sistema”.

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