Salov, innovazione sostenibile

L’azienda olearia toscana ha presentato il suo primo bilancio di sostenibilità. Tra i progetti in corso, il recupero di cultivar in disuso e la selezione di genotipi di piante resistenti ad agenti patogeni come la Xylella
Salov, innovazione sostenibile

Per presentare il primo Bilancio di Sostenibilità, Salov ha aperto le porte della sua casa: Villa Filippo Berio di Vecchiano, in provincia di Pisa, residenza storica della famiglia fondatrice dell’azienda che dal 2015 è di proprietà di Bright Food, grande municipalizzata cinese. La Villa, restaurata nel 2019 per ospitare eventi che riguardano il mondo Salov, è collocata in una delle più grandi proprietà olivicole toscane, con 75 ettari di terra e 22.500 olivi.

Questo primo Bilancio di Sostenibilità rappresenta per l’azienda l’inizio di un percorso di trasparenza e comunicazione con gli stakeholder sull’attività e i progetti del Gruppo, realizzati nel segno dell’innovazione e della crescita sostenibile. È anche l’occasione per raccontare l’identità di Salov, la sua governance, la qualità del suo olio e i risultati dell’esercizio 2020.

IL FATTURATO CRESCE, I CONSUMI ENERGETICI CALANO

Identità di un gruppo che, con oltre 150 anni di storia e tradizione olivicola, nel 2020 ha registrato cifre significative: un fatturato di 335 milioni di euro (+21%), 120 milioni di litri di olio venduto (+ 32%), la presenza in 75 paesi, 5 filiali (Usa, UK, Russia, Brasile Shanghai), 2 marchi (Filippo Berio e Sagra), risorse umane aumentate del 9% e uno stabilimento di 327mila metri quadri. Sono preceduti dal segno ‘meno’ solo i numeri che indicano un comportamento virtuoso dell’azienda nei confronti dell’ambiente: -13% nel consumo specifico di energia elettrica rispetto al 2019, -22% di energia termica e -10% di acqua.

La sostenibilità è un pilastro che guida le strategie aziendali sin da quando, negli anni ’90 è stata creata quella che oggi è l’azienda agricola Villa Filippo Berio, oggi un laboratorio a cielo aperto, dove sono in corso sperimentazioni dirette a individuare soluzioni per il miglioramento qualitativo e la sostenibilità dell’olivicoltura italiana – dichiara Fabio Maccari, Amministratore Delegato dell’azienda –. Il Bilancio di Sostenibilità, perciò costituisce il naturale prosieguo di un percorso di miglioramento delle prestazioni aziendali, in termini di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, intrapreso da tempo, con costanti investimenti in ricerca e sviluppo e in collaborazione con autorevoli poli accademici e con il Cnr. È grazie alla ricerca e all’innovazione se oggi Salov si trova allineata agli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 Onu, al Green Deal e al Farm to Fork dell’Unione Europea”.

LE INIZIATIVE DI RICERCA

Sono molteplici i fronti su cui Salov è impegnata rispetto alla sostenibilità, a cominciare dalla collaborazione a progetti di ricerca che hanno come obiettivo l’applicazione dei principi dell’economia circolare. Un esempio è l’iniziativa V.A.L.E. per la progettazione di un impianto per la produzione di oli a valore nutraceutico aumentato, con il reintegro di componenti dell’olio grezzo che vanno dispersi nel processo di raffinazione. Con il Cnr-Ibe (Istituto per la BioEconomia) sta portando avanti ricerche e sperimentazioni finalizzate allo sviluppo di metodologie di coltivazione e pratiche agronomiche che siano allo stesso tempo più efficienti e sostenibili, alla valorizzazione della biodiversità oleicola nazionale, con il recupero di cultivar in disuso, anche in funzione di contrasto ai mutamenti climatici, e all’individuazione di genotipi di piante produttive che siano resistenti all’aggressione dei patogeni, come la Xylella.

IL METODO BERIO

Il miglior esempio di come l’innovazione produca effetti concreti sulla sostenibilità – spiega Maccari – è dato tuttavia dal metodo Berio. Si tratta di un progetto con il quale abbiamo legato il lancio sul mercato italiano del marchio Filippo Berio al coinvolgimento delle aziende agricole disposte ad applicare protocolli di produzione integrata, rigorosi e certificati, da un ente terzo. Una combinazione che promuove l’olivicoltura di eccellenza”.

Altri asset cruciali per Salov sono la sostenibilità sociale, l’attenzione e la cura delle persone che compongono la comunità aziendale e, non ultima, la bellezza dei luoghi in cui l’impresa opera: “Abbiamo a cuore e rispettiamo il territorio che ci circonda – sottolinea Maccari – a maggior ragione operando ai confini del Parco Naturale di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli, un’area naturale protetta. In questo senso le nostre scelte e gli interventi di ammodernamento e rifacimento dell’impianto di Massarosa sono eseguiti con particolare attenzione per essere in armonia con l’ambiente circostante”.

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