Siccità, le associazioni agricole chiedono lo stato di emergenza

Per il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli è “necessario un percorso di avvicinamento, scandito nel tempo, all'obbligo assicurativo”

Il mondo agricolo sta affrontando l’emergenza della siccità, che minaccia le rese dei raccolti primaverili ed estivi in particolare nel Nord Italia. La criticità della situazione in cui versa il settore primario a causa dello stress idrico è oggetto in questi giorni di allarmi e richieste di sostegno da parte delle principali associazioni nazionali degli agricoltori. Per Confagricoltura è necessario che venga “dichiarato lo stato di emergenza per la gestione della risorsa idrica e di calamità naturale per il settore agricolo. Altrettanto urgente è il rilascio per uso irriguo delle acque dai bacini idroelettrici, nonostante il rischio di carenza energetica”.

Sempre secondo l’associazione, l’incremento del prelievo di acqua dovrà essere effettuato “anche attraverso deroghe al deflusso minimo vitale dei fiumi prevedendo, per almeno 60 giorni, una riduzione del 70% degli attuali livelli”. Confagricoltura, inoltre, chiede una proroga del credito in favore delle imprese agricole per affrontare i costi di irrigazione destinati a raddoppiare.

Sul medio e lungo periodo, l’associazione ritiene fondamentale realizzare le infrastrutture irrigue previste dal PNRR e avviare una rimodulazione del Piano per recuperare ulteriori risorse da destinare all’emergenza.

La crisi della siccità non è solo italiana, ma riguarda molti altri Paesi membri della Ue. A riguardo, in Spagna, il governo ha già deciso di intervenire a sostegno delle aziende agricole con un fondo da 400 milioni di euro.

COLDIRETTI: COSTI ALLE STELLE E RACCOLTI A RISCHIO

Con l’anticiclone Caronte che sta invadendo la Puglia con picchi fino a 43 gradi e la siccità che morde da mesi, bruciano frutta e verdura nei campi, in particolare nel Foggiano e in Salento, con una riduzione della produzione di oltre il 20% già a giugno”. È l’allarme lanciato da Coldiretti Puglia sugli effetti delle alte temperature. “Stanno soffrendo il caldo – aggiunge l’associazione – gli animali nelle stalle dove le mucche, per lo stress delle alte temperature, stanno producendo fino al 30% circa di latte in meno rispetto ai periodi normali, mentre il calo delle rese ha ridotto la produzione dell’alimentazione degli animali, come orzo e piselli”.

I costi sono schizzati alle stelle per l’irrigazione di soccorso e per la necessità di gasolio per tirare l’acqua dai pozzi, azionare trattori e mietitrebbie per raccogliere il grano e tenere in funzione ventilatori e doccette refrigeranti nelle stalle per aiutare le mucche a sopportare meglio la calura.

“Una situazione che fa salire ben oltre i 100 milioni di euro il conto dei danni provocati nel 2022 all’agricoltura pugliese per il caldo e la siccità, soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti con le avversità da sole e scottature dei prodotti agricoli che non sono più assicurabili” – conclude Coldiretti.

PATUANELLI: VERSO L’OBBLIGO ASSICURATIVO

Sul punto, in audizione alle Commissioni riunite Agricoltura e Senato, il ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli ritiene “necessario un percorso di avvicinamento, scandito nel tempo in modo intelligente, all’obbligo assicurativo. Mentre le Regioni stanno provvedendo alla richiesta dello stato di emergenza, ritengo che stato di emergenza e calamità debbano viaggiare insieme – ha precisato Patuanelli – perché da un lato c’è necessità di garantire che l’attività della Protezione civile possa esplicarsi in modo coordinato in tutte le Regioni anche per l’abbeveraggio del bestiame. In più, c’è la possibilità di intervenire per la razionalizzazione degli usi idrici, ma le Regioni e le Autorità di bacino possono già farlo. Lo stato di calamità invece ci consente di superare i limiti della norma che consente di intervenire soltanto in deroga sui danni assicurabili.

Al momento – ha aggiunto il ministro – preoccupano il mondo agricolo soprattutto le colture di mais e soia, ed è in forte sofferenza il riso. Un po’ meno preoccupazioni per il grano tenero e duro che, anzi, ha maggiori possibilità di stoccaggio per la stagione autunno/inverno per l’assenza di umidità. In generale il sistema-Paese non ha brillato sul tema per infrastrutture e per le competenze ripartite in tre ministeri – Infrastrutture e Trasporti, Transizione Ecologica e in parte Politiche Agricole. E ciò non agevola il coordinamento degli interventi per una tenuta del sistema idrico nazionale anche in un momento di siccità”.

CAI: GLI EFFETTI SULLE RESE DI CEREALI

CAI – Consorzi Agrari d’Italia ha tracciato l’andamento macroeconomico del mercato dei cereali incrociando i primi dati provenienti dalle istituzioni europee e mondiali. Per l’effetto combinato di guerra e siccità, secondo l’associazione l’Europa perderà circa tre milioni di tonnellate di prodotto, con cali evidenti in alcuni tra i paesi più importanti per la produzione di grano tenero (Ungheria -11%, Romania -20%, Bulgaria -11%). La produzione di grano in Ucraina, teatro della guerra da ormai quattro mesi, è prevista in calo del -35% rispetto allo scorso anno, mentre la Russia dovrebbe passare da 75 a 81 milioni di tonnellate prodotte (+8%).

Allargando lo sguardo agli altri paesi del mondo, in base ai dati USDA, ci sarà una ripresa produttiva nella produzione di grano duro in Canada, ma dopo la disastrosa campagna dello scorso anno si resta molto lontani dalle quantità tradizionali; leggermente in rialzo anche gli Stati Uniti (+6%).

In calo l’India (da 110 a 106 milioni di tonnellate), l’Australia (da 36 a 30 milioni di tonnellate) e l’Argentina che perderà quasi due milioni di tonnellate di grano rispetto allo scorso anno.

In questo scenario, che resta comunque incerto tra siccità, guerra e “fattore Cina” (che potrebbe, come lo scorso anno, fare incetta di cereali), secondo le previsioni in tutto il mondo, e in Europa in particolare, gli stock si manterranno molto bassi e i prezzi dei prodotti agricoli sono destinati a restare in linea con le medie del periodo, con tendenze al rialzo.

© Riproduzione riservata