#EmergenzaRincari – L’industria bakery chiede l’intervento delle istituzioni

Urge un intervento governativo che aiuti l’industria a far fronte a costi energetici cresciuti a ritmo esponenziale. Senza misure immediate si aprono scenari difficili per i diversi comparti. Le voci di Lago Group e Morato Group

I costi energetici sono alle stelle. Il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica (PUN monorario) ad agosto 2022 ha superato i 543 €/MWh. A gennaio era 224 €/MWh, mentre ad agosto dello scorso anno valeva 112 €/MWh. Con il gas non va meglio: nel primo trimestre di quest’anno la spesa per la materia prima gas nel mercato tutelato, stabilita dall’Arera, è pari a 0,879 €/Smc; mentre nello stesso periodo dello scorso anno ammontava a 0,173 €/Smc.

L’ALLARME DELL’INDUSTRIA MOLITORIA

Di fronte a numeri come questi l’industria è, comprensibilmente, in allarme (così come i consumatori). Forte e chiaro arriva per esempio l’appello di Italmopa – Associazione Industriali Mugnai d’Italia: urge una legislazione d’emergenza per arginare i rincari. Diversamente gli scenari che si aprono per l’industria molitoria sono drammatici: o il fermo degli impianti per ragioni economiche o un immediato aumento dei prezzi che consenta di fronteggiare i costi lievitati. Entrambe le ipotesi, infatti, alimenterebbero una sconsiderata spirale inflazionistica, “mettendo a rischio – si legge in una nota dell’Associazione – la tenuta sociale del Paese”.

FORTI PREOCCUPAZIONI DAL MONDO BAKERY

Ad auspicare che il governo metta un tetto sul prezzo di gas ed energia è Fabio Lulli, Cfo Lago Group che sottolinea come i pesanti rincari stiano impattando in maniera considerevole sulla pianificazione finanziaria di breve periodo. “L’incidenza del costo dell’energia è ormai pari a quella della manodopera” dichiara. “Il mese di luglio, il peggiore finora, ha visto incrementi di energia elettrica e gas sul pari periodo rispettivamente del 175% e del 300 per cento”.

Fabio Lulli, Cfo Lago Group

Conferma le difficoltà della situazione anche Stefano Maza, Ceo Morato Group: “Come noto a tutti – dichiara – la situazione che stiamo affrontando è estremamente preoccupante e ritengo che gli sforzi che le aziende saranno in grado di mettere in campo non possano prescindere da interventi immediati a livello normativo nazionale ed europeo, che ci permettano di ridurre lo stress economico al quale siamo sottoposti a causa dell’esplosione dei prezzi dell’energia”.

Stefano Maza, Ceo Morato Group

Secondo Maza, allo stato attuale emergono due grandi aree di criticità: da un lato l’approvvigionamento del gas, senza il quale la filiera produttiva rischia di interrompersi, e dall’altro la sostenibilità economica nel breve e nel lungo termine causata dall’aumento indiscriminato dei costi dell’energia. “Per dare una dimensione a quest’ultimo punto, come azienda abbiamo subito un aumento del +140% del costo complessivo dell’energia nell’ultimo anno, e le evidenze per i prossimi mesi ci restituiscono uno scenario di ulteriori significativi aumenti di costi. A fronte di questo stiamo lavorando su tutti i fronti per garantire un livello minimo di sostenibilità del business, che si traduce in attività che hanno l’obiettivo di recuperare efficienza energetica e di incrementare ulteriormente l’autoproduzione di energia, pur scontrandoci con tempi di realizzazione lunghi a causa della congiuntura macro-economica e geo-politica”.

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