Olio d’oliva, ok dalla Ue al piano italiano per ammodernare i frantoi

Il progetto durerà fino al 2026 e sarà finanziato attraverso il PNRR. L’obiettivo è migliorare l’efficienza delle imprese che producono extravergine
Olio d’oliva, ok dalla Ue al piano italiano per ammodernare i frantoi

La Commissione Europea ha approvato il piano italiano da 100 milioni di euro per sostenere l’ammodernamento dei frantoi. La misura sarà finanziata attraverso il PNRR.

Incoraggiare le imprese di tutte le dimensioni che producono olio extravergine di oliva ad aumentare l’efficienza dei frantoi tramite l’ammodernamento dei macchinari e l’introduzione di nuove tecnologie in grado di migliorare la qualità della produzione olearia e incrementare la sostenibilità dell’intera filiera. È questa l’idea alla base del piano appena approvato dalla UE, che lo ha giudicato conforme alle norme sugli aiuti di Stato. Nell’ambito del regime, che sarà in vigore fino al 31 dicembre 2026, il sostegno assumerà la forma di sovvenzioni dirette con un limite del 50% dei costi ammissibili per beneficiario.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO

L’obiettivo principale della misura è rafforzare la competitività del sistema alimentare, ammodernando le strutture di trasformazione dell’olio extravergine di oliva, settore strategico per l’industria agroalimentare italiana, e migliorando la qualità del prodotto e la sostenibilità del processo produttivo attraverso la transizione energetica, oltre a ridurre i sottoprodotti e favorirne il riutilizzo a fini energetici.

Nello specifico, si prevede di favorire l’ammodernamento dei frantoi esistenti attraverso l’introduzione di macchinari e tecnologie che migliorino le prestazioni ambientali dell’attività di estrazione dell’olio extravergine di oliva, nel rispetto del principio europeo “non arrecare un danno significativo all’ambiente”. Il rinnovo degli impianti tecnologici porterà anche al miglioramento della qualità della produzione olearia e ad un generale incremento della sostenibilità dell’intera filiera.

La Commissione ha concluso che il regime è necessario e adeguato per garantire una crescita sostenibile del settore agricolo, che la misura è proporzionata e che gli eventuali effetti negativi sulla concorrenza e sugli scambi nell’UE saranno limitati in considerazione delle dimensioni dei progetti, degli importi degli aiuti e delle caratteristiche del settore. Inoltre, l’aiuto avrà un “effetto di incentivazione”, dal momento che i beneficiari non effettuerebbero gli stessi investimenti in assenza del sostegno pubblico.

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