Mutti (Centromarca): “Nel 2023 verso un’inflazione al +6%”

L’Associazione prevede un importante raffreddamento del fenomeno. E incassa la disponibilità del Vice Ministro Valentini a un incontro per fare il punto sulle esigenze delle filiere del largo consumo
Mutti (Centromarca): “Nel 2023 verso un’inflazione al +6%”

Sono complessivamente incoraggianti le stime per i prossimi mesi tracciate da Francesco Mutti, Presidente di Centromarca, all’apertura dei lavori del convegno ‘Prospettive Italiane, andato in scena ieri a Milano presso la Sala Buzzati al Corriere della Sera.

Con una spinta inflattiva del +12%, il 2022 dovrebbe avere segnato il picco. Nel 2023, al netto di variabili esogene che potrebbero cambiare il corso degli eventi, ci aspettiamo che il ritmo si dimezzi. L’anno in corso dovrebbe registrare un tasso del +6%, con una possibile oscillazione tanto verso l’alto quanto verso il basso di circa 1 punto e mezzo percentuale”.

RESTANO ALCUNE CRITICITÀ

Mutti ha insomma disegnato uno scenario di ripresa, che però non manca di presentare nodi critici. Il Presidente ha infatti ricordato che le 59mila aziende industriali del largo consumo attive in Italia, nazionali ed estere, alimentari e non food, sviluppano un giro d’affari complessivo di 188 miliardi di euro e generano il 2% del Pil nazionale. Il che significa però che il loro fatturato medio, circa 3,2 milioni di euro, rappresenta una massa critica insufficiente per confrontarsi con i giganti internazionali.

Per questo – ha concluso Mutti – è fondamentale creare a breve-medio termine le condizioni per accelerare la crescita delle dimensioni d’impresa, se vogliamo continuare a competere con successo nel mercato globale, dove la concorrenza è in costante aumento”.

INTERVENTI NECESSARI

Ma non solo. Secondo Mutti sono prioritari anche interventi per favorire gli investimenti, per sostenere la semplificazione degli adempimenti amministrativi e fiscali, come pure è auspicabile l’adozione di strumenti per agevolare l’innovazione. Ma soprattutto occorre agire in una logica di sistema, nella quale si crei una virtuosa alleanza tra industria e istituzioni.

Imprese e filiere – ha detto – sono impegnate in forti investimenti, prioritari per affrontare con successo le transizioni ambientale e digitale. È però indispensabile che siano calati in politiche nazionali ed europee se vogliamo che ricerca, trasferimento tecnologico e formazione generino la massima efficienza ed efficacia”.

E in questa prospettiva ben si inserisce l’ideale mano tesa offerta dal Vice Ministro delle Imprese e del made in Italy, Valentino Valentini, che nel suo intervento a conclusione dei lavori ha manifestato la disponibilità a un incontro con Centromarca per fare il punto sulle esigenze delle filiere del largo consumo. Una disponibilità apprezzata dalla Associazione che per voce del suo Presidente replica: “In un quadro congiunturale complesso e discontinuo è di fondamentale importanza rafforzare il dialogo e la condivisione di analisi e proposte tra industria di marca e istituzioni”.

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