Pomodoro da industria, produzione in aumento in Italia

Le ultime previsioni del World Processing Tomato Council confermano stime di raccolto pari a 5,7 milioni di tonnellate nel nostro Paese, in crescita rispetto al 2022. In generale, a livello mondiale, persistono problemi legati alla siccità e al maltempo
Pomodoro da industria, produzione in aumento in Italia

Il World Processing Tomato Council (Wptc), l’organismo internazionale che riunisce le associazioni dei produttori di conserve di pomodoro, lo scorso 28 aprile ha aggiornato le stime sulla produzione mondiale di pomodoro da industria, facendo il punto della situazione paese per paese, anche a fronte dei primi trapianti, in particolare nell’Emisfero Nord, dove si si trovano i primi tre paesi produttori di pomodoro da industria al mondo: Stati Uniti, Cina e Italia.

LE PREVISIONI PER I PRINCIPALI PAESI PRODUTTORI

In California, primo produttore mondiale di pomodoro da industria, il mal tempo ha causato un ritardo della semina di circa 12-16 giorni in. In Cina, secondo produttore al mondo, le quantità stimate per il raccolto restano 7,3 milioni di tonnellate (+18% rispetto al 2022), ma il Word Processing Tomato Council si riserva di poter modificare le stime a causa delle incognite legate al maltempo. Nella parte settentrionale dello Xinjiang, infatti, il trapianto delle piante di pomodoro è avvenuto in ritardo rispetto al 2022 a causa delle temperature altalenanti e gli impatti di questo ritardo si potranno valutare solo dopo che tutti i trapianti saranno terminati. 

In Italia, terzo produttore al mondo di pomodoro da industria, l’ultimo rapporto conferma le previsioni di 5,7 milioni di tonnellate, in crescita rispetto ai 5,5 milioni del 2022. L’incremento è determinato da un aumento delle superfici coltivate a sud, dove si prospettano anche maggiori volumi (con trend del +7%-8%: da 2,59 milioni di tonnellate del 2022 a 2,80 milioni di tonnellate nel 2023). A Nord i trapianti sono iniziati nella prima settimana di aprile; poiché l’inizio della primavera è stato piuttosto freddo, alcuni campi hanno dovuto fare i conti con il gelo, la forte pioggia e la grandine, soprattutto nella zona di Ferrara. Al Sud, invece, i trapianti sono in ritardo a causa delle condizioni metereologiche instabili, che potrebbero spostare più avanti anche il raccolto. La situazione, sia a Nord sia a Sud, poi, è resa ancor più complicata dal mancato accordo sul prezzo.

In Spagna, invece, persistono i problemi legati alla siccità. Non ci sono state piogge significative e le temperature sono state piuttosto elevate; i campi, quindi, sono molto secchi e hanno bisogno di una maggiore quantità d’acqua. Un vero e proprio problema per un paese in cui l’uso dell’acqua è stato contingentato. Probabilmente, quindi, non verranno trapiantate tutte le superfici. Al momento, però, restano invariate le previsioni di raccolto: 2,6 milioni di tonnellate di pomodori, che determinerebbero una crescita della produzione spagnola di oltre il 20% rispetto al 2022. 

LE STIME PER L’EMISFERO SUD

Nell’emisfero australe, invece, la raccolta è alle battute finali, ma sempre il maltempo mette in dubbio le previsioni di raccolto finale in alcuni paesi. In particolare, in Australia, al 27 aprile sono state raccolte 55.700 tonnellate di pomodori a fronte delle 92.300 tonnellate previste per l’intero anno, a causa delle piogge che hanno interessato tutte le regioni circa 10 giorni fa e del tempo insufficiente per far terminare le colture. 

In Sud Africa si stima un raccolto di 167.000 tonnellate per la stagione 2023, con una resa media inferiore di circa il 10 per cento. In Argentina e Cileinvece, dove la raccolta del pomodoro sta per concludersi, le previsioni dovrebbero rimanere invariate, rispettivamente di 580.000 tonnellate e circa 1,15 milioni di tonnellate.

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