La Mdd vale il 31,5% delle vendite Lcc per un fatturato di 25,4 mld

Al convegno inaugurale di Marca 2024 sono stati illustrati i dati della ricerca di The European House – Ambrosetti sul ruolo chiave della distribuzione moderna e sulla crescente incidenza delle pl negli acquisti degli italiani
La Mdd vale il 31,5% delle vendite Lcc per un fatturato di 25,4 mld

I prodotti a marca del distributore rappresentano oggi il 31,5% dell’intero giro d’affari del largo consumo confezionato della distribuzione moderna in Italia, compresi i discount. Il 2023 per la Mdd si è chiuso con un fatturato record di 25,4 miliardi di euro, a conferma di come la private label si stia affermando come unico canale in crescita, capace di sostenere l’intero settore del retail alimentare: +332 milioni di euro anche nell’ultimo anno. In particolare, quasi il 30% (27,2%) del fatturato delle produzioni tipiche locali italiane, pari a 8,5 miliardi di euro, viene generato direttamente dalla Gdo attraverso i marchi del distributore. La Mdd vale all’estero 4 miliardi di euro, l’8% del totale delle esportazioni internazionali food & beverage di prodotti Made In Italy.

Sono solo alcuni dati emersi dal convegno inaugurale di Marca 2024, dedicato a “Marca del Distributore e Made in Italy: il ruolo della Distribuzione Moderna”, contenuti nell’annuale report realizzato per l’occasione da The European House – Ambrosetti per Adm – Associazione Distribuzione Moderna.

GDO SEMPRE PIÙ PROTAGONISTA

In un contesto di mercato difficile e molto sfidante, la distribuzione moderna ricopre un ruolo centrale nei confronti delle famiglie italiane. Basti pensare che il moderno retail è responsabile dell’80% degli acquisti alimentari degli italiani attraverso una rete di oltre 25 mila punti vendita.

“Per comprendere l’impatto fondamentale della distribuzione moderna e nello specifico della Mdd – ha spiegato Valerio De Molli, managing partner e Ceo, The European House – Ambrosettibasti considerare che la Mdd coinvolge indirettamente circa 50 sotto-comparti economici e oltre 1.500 imprese del settore agricolo e food (il 92% italiane e il 78% piccole e medie) che producono alimenti commercializzati con la marca dell’insegna della distribuzione moderna. Gli effetti dell’inflazione e della riduzione dei volumi di vendita colpiscono perciò direttamente il patrimonio di imprese locali italiane che rappresentano la spina dorsale dell’economia del Paese”.

UNA PARTNERSHIP FONDAMENTALE

“La relazione tra i produttori di marchi del distributore e la Gdo – ha commentato Mauro Lusetti (nella foto), Presidente Adm – Associazione Distribuzione Modernaè fondamentale per lo sviluppo del made in Italy non solo nel mercato interno, ma anche oltre confine. La distribuzione moderna rappresenta un supporto concreto per il processo di internazionalizzazione delle aziende produttrici locali italiane che possono, attraverso i marchi del distributore, far conoscere anche all’estero prodotti e tipicità che rappresentano la cultura e la storia dei territori da cui provengono”.

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