Copertina IdentiPack: Osservatorio Etichettatura Ambientale. CONAI e GS1 Italy promuovono la trasparenza degli imballaggi.

IdentiPack misura la trasparenza dell’etichettatura ambientale 

L’ultimo Osservatorio IdentiPack mette a fuoco i trend e le direzioni dell’etichettatura ambientale presente sulle confezioni di prodotti venduti nella Gdo e nel libero servizio. La trasparenza è in crescita, ma ci sono ancora alcune sfide da affrontare
Copertina IdentiPack: Osservatorio Etichettatura Ambientale. CONAI e GS1 Italy promuovono la trasparenza degli imballaggi.

È stata pubblicata l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack promosso da CONAI e GS1 Italy e redatto sulla base di più di 148mila prodotti digitalizzati dal servizio Immagino di GS1 Italy Servizi a giugno 2025, combinati con i dati di venduto di NielsenIQ. Novità di questa edizione è l’ampliamento del perimetro di analisi, che ora misura i fenomeni non solo sui canali di ipermercati e supermercati, ma anche sul libero servizio, giungendo così a includere circa 9.615 punti vendita in Italia e restituendo i trend e le direzioni di sviluppo del settore. Ne risulta che l’etichettatura ambientale sui packaging delle referenze di largo consumo continua a rafforzarsi, ma non per tutti i tipi di informazione. 

Dalla fotografia scattata dal IdentiPack emerge in primo luogo come, nel periodo luglio 2024-giugno 2025,  su oltre il 55% delle referenze grocery disponibili sugli scaffali di ipermercati, supermercati e libero servizio è risultata presente la codifica identificativa del materiale di composizione dell’imballaggio, come previsto dalla Decisione 129/97/CE. Il dato è cresciuto del 3,1% rispetto all’anno precedente e coinvolge 82.306 prodotti tra quelli presi in esame; si tratta quindi di oltre 21,5 miliardi di confezioni acquistate dagli italiani, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento dell’1,8% su base annua. I comparti più virtuosi sono quelli del freddo (67,2% dei prodotti), delle carni (61,3%), del fresco (61,2%) e della drogheria alimentare (60,4%), mentre risultano sotto la media le bevande (38,8%), il petcare (41,7%) e la cura persona (47,5%).

LA SFIDA DEI GREEN CLAIM

Manifesta segnali positivi anche la presenza in etichetta delle indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto smaltimento tramite raccolta differenziata: riporta queste informazioni il 62,1% dei prodotti a scaffale, pari all’83,6% del totale grocery e a 92.474 referenze, per un volume di 22,8 miliardi di confezioni vendute. L’incidenza è superiore del 2,2% rispetto all’anno precedente e le performance migliori si rilevano nei comparti del freddo (83,9% delle referenze), del fresco (75,6%) e delle carni (73,8%), mentre cura persona, petcare e bevande restano ancora lontane dalla media. Sono senz’altro meno frequenti le dichiarazioni ambientali volontarie che vengono riportate sull’8,9% delle etichette, e altrettanto marginale è la comunicazione sulla certificazione di compostabilità del packaging: solo lo 0,2% dei prodotti venduti – soprattutto nei reparti freddo, cura casa e ortofrutta – la riporta. Infine, le aziende accolgono raramente le opportunità offerte dagli strumenti digitali come i QR code standard GS1, presenti solo sul 3,6% dei prodotti.

DA BUONA PRATICA A OBBLIGO

“La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori – commenta Simona Fontana, Direttore generale CONAI -. I dati di IdentiPack, rafforzati dalla crescente rappresentatività del campione analizzato, confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, con l’indicazione dei materiali e delle modalità di raccolta differenziata ormai diffuse. La Direttiva 825 e le future norme europee sui green claim rafforzano poi l’importanza di fornire informazioni affidabili e scientificamente dimostrabili. Ecco perché la corretta comunicazione ambientale non sarà più solo una buona pratica ma un obbligo”.

Bruno Aceto, Ceo GS1 Italy, aggiunge: “L’analisi condotta da IdentiPack conferma come gli imballaggi siano sempre di più un veicolo prezioso di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori, anche per quanto riguarda i temi ambientali. Le etichette consentono di promuovere la cultura della sostenibilità, avvicinando un pubblico ampio e trasversale ai diversi target e canali distributivi”.

© Riproduzione riservata