Dal settore aerospaziale all’industria alimentare: Morato Group importa tecnologie NASA per rivoluzionare l’efficienza energetica dei propri stabilimenti produttivi. Il progetto pilota lanciato nel sito di Parma introduce un sistema di compressione di nuova generazione che promette di ridurre del 35% i consumi elettrici annui, segnando un punto di svolta nella gestione dell’energia frigorifera.
L’iniziativa si inserisce in una strategia di sostenibilità più ampia che prevede per il 2026 una riduzione delle emissioni di CO₂ pari a 2.472 tonnellate, attraverso un mix di auto produzione fotovoltaica, monitoraggio energetico e revamping delle attrezzature.
TECNOLOGIA AEROSPAZIALE PER ABBATTERE I CONSUMI
Il cuore del progetto è un sistema di compressione privo di attrito tra parti meccaniche, capace di mantenere un’elevata efficienza anche a regime ridotto. La soluzione, individuata con il supporto di STEP Innovation Hub, società specializzata in scouting tecnologico per la decarbonizzazione industriale, utilizza un gas refrigerante a impatto ambientale quasi nullo, già conforme alle normative europee sul clima.
I numeri sono significativi: oltre al 35% di risparmio energetico annuo, il sistema riduce dell’80% le componenti meccaniche in movimento, con una conseguente diminuzione del 40% dei costi manutentivi lungo il ciclo di vita dell’impianto. L’obiettivo per lo stabilimento parmense è tagliare di almeno il 20% annuo le emissioni di CO₂ legate ai processi frigoriferi rispetto alle tecnologie tradizionali.
DAL PILOTA ALLA REPLICABILITÀ INDUSTRIALE
L’intervento su Parma rappresenta uno dei primi casi concreti di trasferimento tecnologico dall’aerospazio all’industria alimentare, settore caratterizzato da elevati consumi energetici per la refrigerazione. Per Morato Group significa consolidare il posizionamento su innovazione e responsabilità ambientale; per STEP Innovation Hub è un tassello nella missione di contribuire alla riduzione di cinque milioni di tonnellate di CO₂ nel tessuto industriale italiano.
Il successo del progetto pilota apre scenari di estensione. Morato e STEP stanno già valutando la replicabilità del modello negli altri siti produttivi del gruppo, con l’obiettivo di massimizzare l’impatto nella transizione verso una filiera alimentare a minore impronta carbonica.
