In Italia l’olio è parte della routine alimentare: sette italiani su dieci lo utilizzano ogni giorno nei pasti domestici. Lo dice un’indagine BVA Doxa di ottobre 2025 per Food, realizzata intervistando 500 persone tra i 18 e i 74 anni. Non solo: dallo studio emerge come, se si considera anche chi lo usa almeno una volta alla settimana, il consumo riguarda praticamente l’intera popolazione. Si tratta di un’abitudine profondamente radicata, coerente con il ruolo centrale che questo alimento riveste nella dieta mediterranea. L’uso quotidiano dell’olio è particolarmente diffuso tra le persone con più di 55 anni e tra chi vive nelle regioni del Centro e del Sud Italia. Questo comportamento è strettamente collegato al ‘cucinare in casa’: tra i consumatori abituali, infatti, l’86% dichiara di ricorrere raramente a piatti pronti e il 79% considera la preparazione dei pasti un vero e proprio momento di relax. In sintesi, il consumo è più accentuato tra chi ha più di 55 anni (82%), chi risiede al Centro-Sud (77%), chi consuma raramente cibi pronti (86%) e chi vive la cucina come un’attività rilassante (79%).
La supremazia dell’evo: gli italiani lo preferiscono per ogni uso, tranne la frittura
L’olio extravergine d’oliva, ingrediente sano e fondamentale per una cucina equilibrata e ricca di gusto, è scelto e consumato dalla grande maggioranza degli intervistati, in misura nettamente superiore rispetto al semplice olio d’oliva, utilizzato dal 29%. Anche l’olio di semi di girasole è abbastanza diffuso, con oltre un terzo del campione (37%) che dichiara di usarlo quotidianamente, mentre tutte le altre tipologie di olio vengono citate da meno di due persone su dieci. Quasi tutti utilizzano l’olio d’oliva – e in particolare l’extravergine – sia per condire sia per cuocere le pietanze. L’unica eccezione è rappresentata dalla frittura, per la quale prevale la scelta di oli specifici o oli di semi.
Dall’etichetta alla bottiglia: come gli italiani scelgono gli oli
Dal punto di vista percettivo, la maggior parte degli intervistati (45%) considera gli oli speciali o di semi più leggeri rispetto all’olio d’oliva, mentre solo un quarto li ritiene più pesanti. Questa percezione risulta ancora più marcata tra chi segue una dieta vegetariana, vegana o destinata a esigenze particolari, un target generalmente più attento alla qualità degli ingredienti e agli aspetti salutistici.
Anche il packaging gioca un ruolo importante nelle scelte di acquisto. L’olio viene preferibilmente acquistato in bottiglie di vetro, mentre la lattina è meno diffusa e solo una piccola minoranza opta per confezioni in Pet.
La lettura dell’etichetta avviene soprattutto per ottenere informazioni sulla filiera produttiva, indicata dal 66% degli intervistati. In particolare, i consumatori che seguono diete particolari mostrano un livello di attenzione superiore non solo per l’origine e la lavorazione del prodotto, ma anche per le sue caratteristiche nutrizionali. Al contrario, circa un quarto dei responsabili d’acquisto, soprattutto i più giovani, concentra la propria attenzione principalmente sul prezzo.
Per quanto riguarda i canali di acquisto, supermercati e ipermercati restano la scelta prevalente per l’olio extravergine d’oliva, indicati dal 61% del campione. Tuttavia, una quota significativa (45%) si rivolge anche a produttori locali o aziende specializzate, a testimonianza di una certa diversificazione nelle abitudini di acquisto. Per gli oli speciali o di semi, invece, la maggior parte degli acquisti avviene sempre nei supermercati e ipermercati, sebbene anche i discount siano considerati punti di riferimento rilevanti per questi prodotti.
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