È proseguito anche nel 2025 il percorso di responsabilità sociale di Rovagnati, che ha ulteriormente rafforzato il proprio sostegno alle comunità locali e la lotta allo spreco alimentare. Nel corso dell’anno l’azienda ha recuperato e donato 18.660 kg di prodotti a rischio spreco, equivalenti a 37.320 pasti, destinandoli a enti benefici e organizzazioni solidali del territorio.
L’iniziativa ha generato benefici significativi anche sul fronte ambientale. Sottraendo le eccedenze al potenziale spreco, Rovagnati ha contribuito a evitare l’emissione di 122.654 kg di CO₂, oltre al risparmio di 93.184 m³ di acqua e 65.543 m² di suolo. Impatti positivi misurati attraverso la piattaforma Regusto, specializzata nel tracciamento delle donazioni e nella valutazione degli indicatori ESG.
Accanto al recupero alimentare, l’azienda ha inoltre donato 50 dispositivi elettronici ad associazioni ed enti benefici locali, ampliando il proprio intervento a supporto dell’inclusione e del benessere delle comunità in cui opera.

“Per Rovagnati, sostenibilità significa anche essere parte attiva delle comunità locali accanto a cui viviamo, ascoltarne i bisogni e contribuire in modo concreto al loro benessere”, sottolinea la famiglia Rovagnati. “Attraverso il recupero e la donazione delle eccedenze alimentari ci impegniamo a contrastare lo spreco e sostenere chi è in difficoltà, generando al contempo un impatto ambientale positivo”.
Tutte le donazioni sono state tracciate e monitorate tramite Regusto Società Benefit, piattaforma di Sharing for Charity che utilizza tecnologia blockchain per registrare in tempo reale il valore delle donazioni. Il sistema consente di misurare i chilogrammi di cibo donato, i pasti equivalenti distribuiti e gli impatti ecologici generati, con indicatori ESG calcolati tramite algoritmi proprietari e in linea con gli standard internazionali di riferimento.
“La collaborazione con Rovagnati dimostra come le aziende attente alla sostenibilità possano valorizzare azioni concrete di prevenzione dello spreco grazie alla tecnologia”, afferma Paolo Rellini, Ceo e co-founder di Regusto.
