Serafino Cremonini, nuovo Presidente Assocarni. Ritratto sorridente in giacca e cravatta.

Accordo UE–Australia, Federprima: “Un’intesa strategica”

Eliminazione del 99% dei dazi, risparmi per un miliardo l’anno e export UE fino a +33%: opportunità e criticità per l’agroalimentare
Serafino Cremonini, nuovo Presidente Assocarni. Ritratto sorridente in giacca e cravatta.

Federprima accoglie positivamente la conclusione dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Australia, in un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e dalla necessità di rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento. “In una fase in cui le dipendenze economiche possono trasformarsi in vulnerabilità strategiche, costruire relazioni commerciali solide con partner affidabili rappresenta una priorità per l’Europa”, ha dichiarato il Presidente di Federprima, Serafino Cremonini (nella foto).

L’intesa commerciale prevede l’eliminazione di oltre il 99% dei dazi sulle esportazioni europee, con un risparmio stimato di circa un miliardo di euro annuo e un potenziale incremento delle esportazioni UE fino al +33% nel prossimo decennio. Sul fronte agroalimentare, l’accordo apre nuove opportunità per numerosi prodotti europei, mantenendo strumenti di tutela per i comparti più sensibili.

Nel dettaglio, per il settore delle carni sono previsti contingenti tariffari limitati e progressivi: 30.600 tonnellate per la carne bovina (pari a circa lo 0,5% del consumo UE) e 25.000 tonnellate per le carni ovine e caprine (circa il 4%), con introduzione graduale nel tempo. Se per il comparto bovino i volumi risultano complessivamente gestibili, maggiori criticità emergono per il settore ovino, dove l’apertura interessa un mercato più ristretto e strutturalmente sensibile.

Federprima richiama l’attenzione sulla necessità di garantire una tutela piena ed effettiva delle produzioni europee di qualità, in particolare quelle a marchio tutelato. Il tema non riguarda solo le indicazioni geografiche, ma l’intero sistema di denominazioni, pratiche produttive e valore distintivo del modello agroalimentare europeo. In questo contesto, desta preoccupazione la possibilità per produttori australiani di utilizzare denominazioni come il Prosecco.

Si tratta di un accordo complessivamente equilibrato – conclude Cremoniniche rafforza un partenariato strategico anche sul piano delle materie prime. Sarà ora essenziale garantirne un’attuazione coerente con i principi di qualità e valorizzazione delle produzioni europee”.

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